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Educhiamo i bambini all'amore


Ancora una volta i bambini danno lezione agli adulti

Condivido la bella riflessione fatta da Loris, mio figlio,
 dopo  l'esperienza londinese vissuta di recente :




"Della settimana di sole e relax a Londra mi porto a casa certamente tante cose belle, ma aldilà dei divertimenti e delle attrazioni la cosa che più mi ha fatto riflettere è vedere Sara giocare naturalmente con inglesi, irlandesi, indiani, cinesi, giapponesi, arabi e israeliani come se fossero i suoi compagni di scuola a Chieri e vedere persone di Londra e di ogni parte del mondo non dico mettere da parte, ma nemmeno prendere in considerazione elementi culturali di distinzione o separazione per unirsi mano nella mano per lottare per qualcosa di più grande e di più importante dei nostri orticelli, il nostro pianeta. Studiare e viaggiare credo siano i migliori antidoto contro ignoranza, odio, egoismi e gretti populismi. Dedicato a Sara."


Uniamoci ai bambini per combattere ignoranza, odio ed egoismi.


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I bambini insegnano...




Bellissimo gesto da parte di Martino, un bambino di 6 anni tifoso da sempre della Fiorentina, nei confronti di un suo coetaneo, sostenitore del Torino

 Il bambino, che vive a Firenze con la famiglia, era davanti alla TV a guardare il match di Coppa Italia tra Torino e Fiorentina valido per gli ottavi di finale quando, dopo aver esultato per il gol di Chiesa nei minuti finali, sullo schermo è apparsa l’immagine di un piccolo tifoso granata, in lacrime per lo svantaggio che ha poi determinato l’eliminazione  della sua squadra del cuore.

 Martino, allora, ha voluto consolare il suo “avversario”, decidendo di scrivergli una piccola lettera nella quale lo rincuora e promette di regalargli una figurina del capitano del Torino, Andrea Belotti.

Da Sky sport

 Tifosi turbolenti riflettete su questa storia vera, imparando la lezione di solidarietà da parte di un bambino che ha capito il valore del calcio più di voi

 
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Leggere ad alta voce ai bambini





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Che cos'è l'amore ?



La lettera del bambino di 4 anni che ha incantato il mondo intero

Molto spesso alla domanda “Che cos’è l’amore?” sono in pochi quelli che riescono a darne una definizione o a descrivere questo forte sentimento.Il bello è invece quando sono i bambini ad esprimere amore e a dichiarare amore in quanto lo fanno nella maniera più dolce e innocente che possa esistere.

Proprio come ha fatto Bennet,un bambino di quattro anni malato di tumore da quando aveva solo sei mesi,che ha dettato alla sua mamma la lettera da scrivere e inviare a Baily,la bambina dei suoi sogni.

“Vuoi venire a giocare a casa mia? Giochiamo insieme. Sei bella come un pony o una coccinella. Non sono sicuro a quale dei due assomigli di più. Vieni a casa mia a mangiare il formaggio con me. Ti voglio bene e la notte scorsa ho perso un dentino. Vorrei fare un trucco magico per te e farti vedere la battaglia dei robot. 
Con affetto, Bennet”.
Parole d’amore sincere che hanno sciolto il cuore del mondo intero.
Impariamo dai bambini !

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La voce degli Angeli ha bisogno di te



Ricordate questo mio post

" Facciamo traboccare il vaso ?"



Ebbene, esso non è caduto nel dimenticatoio, ma ha offerto spunti di riflessione e considerazioni tra me, Sandra Tosi, Pino e Vittorino

E alla fine abbiamo concordato di aprire un blog
per sensibilizzare l'opinione pubblica a dare voce a tutti gli  Angeli dimenticati, spesso non visti.
Cosa chiediamo?

Che quegli Angeli siano guardati da tutti voi, da tutti noi.

Chiediamo di non voltarsi dall'altra parte e di porgere loro uno sguardo, una parola, un sorriso, una carezza.
In una sola parola: Attenzione.

L'attenzione è nutrimento per la loro esistenza! ... E non costa nulla ...
Solo un pochino del nostro tempo.

Se credi di poter dare un pochino di attenzione anche tu, scrivici e collabora con noi.

Visitate il nuovo blog :

http://inostricariangeli.blogspot.it/2014/11/la-voce-degli-angeli-ha-bisogno-di-te.html


Grazie !




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Facciamo traboccare il vaso ?

Condivido con voi questa giusta e legittima denuncia di 
 Sandra Tosi, 

indirizzata alla dottoressa
Mara Sartori





La Dottoressa  “degli Angeli”

"Ho conosciuto quasi per caso Mara Sartori, la dottoressa degli Angeli, un medico "fuori dagli schemi" che lavora con metodi innovativi sugli handicap e, come conseguenza, è in contatto con i genitori di bimbi stupendi, portatori di disabilità…

Buon giorno Mara, mi sono svegliata presto stamattina e il mio pensiero è partito in quarta ed è arrivato sino a te e a tutte le mamme e i papà speciali:  ai tuoi Angeli no, quelli li ho nel cuore anche quando dormo!!!
Mamme e papà che mi stanno raccontando di tutto e di più e io, senza pudore, devo dirti che ho pianto con loro e per loro:  quelle parole forti, dette con tanto Amore e dignità, spaccano l’anima.
Mara, sono arrabbiata e stufa di sentire le peripezie che devono fare per migliorare la vita di chi già ha tante difficoltà ... 
Sono stufa di leggere quanta  trascuratezza c'è, troppo spesso, dietro un handicap...
Di constatare che la sanità costa troppo… E mi chiedo perché viene ricoverato un piccolo paziente addirittura una settimana per 4 esami che, burocrazia permettendo, si potrebbero fare in due giorni…
Mi sono stufata di medici che non ascoltano le mamme, magari perché lo "standard" non è quello che usi tu…
Mi sono stufata di sentire che non ci sono soldi per un lettino adeguato o per i sensori adatti a migliorare la vita di bambini cerebrolesi gravi,  mentre, ad esempio, le Onorevoli hanno voluto il parrucchiere per signora in parlamento! …
Questa proprio non mi va giù, mi è rimasta sullo stomaco insieme agli altri vergognosi privilegi che non sto qui ad elencare perché ne siamo al corrente tutti, per i quali tutti protestiamo ma che, intanto, rimangono tali.

Da troppo tempo sono ferma nelle mie "battaglie", combattute a testa bassa sbattendo spesso contro muri di gomma; ora però non voglio più stare zitta, voglio ascoltare soltanto la dignitosissima sofferenza di questi piccoli o grandi Angeli!!!
L'unica cosa che ho è la testardaggine davanti ai soprusi, niente altro purtroppo.
Capisco poco di politica, ma quanto basta per apprezzare le persone e non i partiti, quanto basta per poter scrivere che i bambini non sono né di destra, né di sinistra, né di centro!
E in questo momento di tagli, tanto criticati, alla sanità (quanto spreco c’è anche in questo settore!) non mi fermerò di certo e comincerò a “martellare” in ogni modo possibile.
Certo, cosciente che persone molto più importanti di me, hanno provato a migliorare la legge, che non significa stanziare più denaro, ma usarlo meglio e in modo diverso e cosciente anche che una goccia, se persistente, può ottenere sicuramente qualche effetto o può far traboccare il vaso.
Io sono solo una piccola goccia, ma tu, Mara, sei una sapiente “secchiata” (mi si passi il termine) e sono altrettante agghiaccianti secchiate le testimonianze di tante mamme e papà che non ce la fanno più e vivono d'Amore e solo per Amore!!!
Proviamo, insieme, a far traboccare il vaso?
Mi rivolgerò a chi può fare molto più di me, troverò “scorciatoie” per arrivare in parlamento e dall’amico dei più deboli Papa Francesco.
E mi incamminerò, consapevole che le "scorciatoie" possono essere anche chiuse, o impraticabili, o irte di spine...
Ma se non procediamo, non sapremo mai dove potremo arrivare e se ci sei tu e ci siete voi genitori, davanti a me, sono certa che qualcosa si otterrà: magari solo un bel casino ma va bene anche quello se necessario per arrivare allo scopo.
Un abbraccione, buona giornata a te e a tutti; intanto posterò queste righe in qualche "scorciatoia", poi si vedrà: sono sicura che qualche giornale deciderà di pubblicare e fare arrivare  “le voci degli Angeli” a chi può... "

E noi cosa potremmo fare ?



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Imitiamo i bambini


Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:

-  a essere contento senza motivo

- a essere sempre occupato con qualche cosa

- a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.

Il mondo visto con gli occhi di un bambino


Un guerriero della luce presta attenzione agli occhi di un bambino.

Perchè quegli occhi sanno vedere il mondo senza amarezza.

Quando desidera sapere se chi sta al suo fianco è degno di fiducia, cerca di vedere la maniera in cui lo guarda un bambino.

(Paulo Coelho)




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Video choc impressionante





ORRORE : Il ragazzo che si vede nel video è Michele, ha 15 anni e soffre di autismo.

 Per almeno sei mesi Michele ha subìto insulti, botte e umiliazioni dalle sue maestre a scuola.


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Rallegriamoci

Un altro lieto evento per Sabrina e Luca.

E' nata Athena Giada...


Felicitazioni e auguri, cari genitori!
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Genitori spazzaneve


E' di  febbraio 2013 l' articolo di Emanuela Chiappero pubblicato su "Illustrato", il mensile dei dipendenti e senior Fiat.

Li chiamano genitori  "spazzaneve" quelli che eliminano ogni ostacolo dalla strada dei figli, condannandoli così all' immaturità.
Invece i ragazzi dovrebbero sperimentare, arrangiarsi e sbagliare.
 Perché quando sono troppo tutelati e  protetti, ogni  difficoltà li ritroverà impreparati.

 "Chi io?  genitore spazzaneve proprio no."
 Risponderebbe così la maggioranza dei genitori italiani, mentendo.

 Non è così, anzi,  è una questione molto seria.

 Genitore “spazzaneve”  è quello che spiana la strada ai propri figli, che li precede togliendo ogni ostacolo dalla strada, che getta il sale a terra perché non scivolino mai.
Che si sostituisce a loro
 Spazzaneve, appunto:  l'immagine perfetta.

 Così come è perfetta un'altra definizione: " genitori cacciabombardieri".
 Bombardano indiscriminatamente il terreno per fare strada alle truppe di figli in arrivo.
 Terra bruciata su cui i ragazzi si possono muovere.
 Per poi trovare insormontabile anche la più piccola difficoltà a cui non sono preparati.

TROPPO VIZIATI

 l'allarme arriva dagli Stati Uniti scientificamente viene chiamato “over  parenting” e cioè eccesso di attenzione per i figli.
 Il rischio,  quasi una certezza, è quello di creare generazioni di ragazzi letteralmente incapaci di affrontare le difficoltà anche piccole della vita.


Per i genitori,  le regole da seguire:

 -     esigere e aiutare.

 -     non pretendere da un figlio maschio meno di ciò che pretendi da una femmina.

-    bisogna essere disponibili quando tuo figlio ti cerca, ma aiutalo solo quando non può farcela senza di te e dopo che ha provato seriamente con le sue forze.

-    insegna il valore dei soldi, non essere troppo generoso.

-    non permettere comportamenti maleducati e ferma subito quello che disapprovi.

-    non contestare mai gli insegnanti davanti ai tuoi figli.  Devi diventare alleato dei docenti .

-    insegnare a perdere. Lo sport è importante e così la competizione,  ma le sconfitte, senza darne la colpa ad altri,  sono fondamentali per crescere.

-    incoraggia a seguire la propria strada, le proprie passioni e le proprie aspirazioni. Anche quando non le condividi.

-    ricorda che tuo figlio è maggiorenne e non trattarlo come un ragazzino.

-    lascia che gestisca le sue energie e il suo tempo. E non importa se ogni tanto si annoia.

-    insegna a dare il meglio di sé e ad essere leale.
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Lo ricordate?


Io tantissime volte.

Da piccola giocavo senza giocattoli, non ricordo di averne mai avuti...

Allora si giocava in compagnia di coetanei nei cortili, per strada, non esistevano pericoli di nessun genere.

E la fantasia era fervida ad inventare giochi senza giocattoli, oppure con materiali di fortuna, tipo sassi, spago, tappi, cordicelle, palline, trottole..

Giocavamo a  pari o dispari, nomi-cose-animali-città, per pagare un pegno la penitenza era:
dire-fare-baciare-lettera-testamento.

E' proprio vera la citazione che segue:




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Ora diamo la parola ad un bambino disabile


Desidero ringraziare la signora Sandra Tosi, autrice di diverse splendide pps dalle quali ho estratto spesso delle foto che ho pubblicato.
Questa volta è lei stessa che, tramite e-mail, mi ha inviato queste immagini, dimostrando una grande gentilezza nei miei confronti e tanta sensibilità nei confronti dei bambini.

 Questo post si potrebbe considerare la naturale continuazione del precedente.
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RICHIESTA - APPELLO

Cari amici, mi rivolgo a voi e al vostro buon cuore, per una richiesta particolare.

Un’amica mi ha chiesto di fare un appello sul mio blog, per trovare qualcosa che lei e suo marito non riescono a trovare, dopo aver provato a cercare anche in altre città…

Il figlio possiede un bruco azzurro in peluche e vorrebbe abbinarci una farfalla dello stesso colore azzurro-blu chiaro.

Se in questi giorni pre-natalizi, girovagando per i vari negozi,vi capitasse di trovarne una uguale o molto simile, potreste fare una foto anche con il vostro cellulare e mandarmela tramite e-mail, per verificare se potrebbe andare bene prima di acquistarla, per non spendere soldi in qualcosa di sbagliato...

Naturalmente vi sarà rimborsata l’intera spesa,

per il vostro tempo, invece, … beh, avrete fatto una buona azione... un gesto molto importante.

La farfalla è questa nella foto, solo che invece di essere verde, dovrà essere azzurra o blu-chiaro;  misura cm.43x30 circa.



Non importa che la troviate nel periodo natalizio, va bene anche successivamente.

Grazie a tutti voi per l’attenzione.

Radiosa domenica!



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SOLIDARIETA' PER I BIMBI SOLI


Ricordate il post "Voleva una mamma"?

Qui di seguito si parla di numeri di bambini in stato d'abbandono e come, con poco, noi potremmo aiutarli.

Ho saputo di questa nobile e lodevole iniziativa, leggendo il  post di Pino Palumbo

Dal 2 al 23 dicembre un SMS al 45505 per sostenere l’infanzia abbandonata

Sono 168 milioni i bambini che oggi nel mondo crescono soli, abbandonati, senza una famiglia (stime Unicef). Un numero allarmante, che aumenta ogni anno di 5 milioni e che classifica l’abbandono minorile come la quarta emergenza umanitaria.

In Italia, oggi, sono circa 34 mila i bambini in stato di abbandono e l’esperienza maturata da Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini evidenzia che, nonostante siano tante le coppie desiderose di accogliere un bambino, le richieste di Adozione Nazionale nel nostro Paese sono scese da poco più di 16.000 a circa 10.600 nell’arco di tempo 2006-2010; quelle per l’Adozione Internazionale sono precipitate dalle 6.273 del 2006 alle 3.179 del 2011. Sul fronte dell’Affido: dei 35.000 bambini che oggi si stima vivano fuori dalla famiglia, solo 7.000 vivono presso genitori affidatari, circa altrettanti sono accolti da parenti e oltre metà del totale in comunità.

La raccolta fondi è dedicata a sostenere il sistema di affido, in Italia e in Kosovo, tramite il supporto alle Case Famiglia.

Testimonial della campagna è Max Laudadio, inviato di Striscia la Notizia e amico di Ai.Bi. da diversi anni. Oltre a firmare la regia dello spot TV e a prestare gratuitamente la sua immagine e la sua voce per la campagna di comunicazione, Max ne è il protagonista: ha ideato insieme all’Associazione l’intera campagna, spendendosi in prima persona e schierandosi in prima fila a sostegno del progetto.




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VOLEVA UNA MAMMA

All'inizio del mese di dicembre desidero farvi conoscere il toccante raccontino di Pierpaolo Orefice:"La cassetta dei pomodori", per riflettere sui veri valori della vita.

Un bambino, e chissà quanti altri come lui, esprime un desiderio:

 per Natale desidera ricevere un dono speciale, la cosa più importante del mondo:

AVERE  UNA  MAMMA

La pps da cui ho estratto le foto è qui


In Italia ci sono più di ventimila minori tra neonati, bambini e ragazzi ospiti da strutture di accoglienza.Solo uno su cinque viene assegnato con adozione o affido.

"Cavolo di nuovo il Natale", pensava Christian, quando si avvicinavano le feste.

"Deve venire per forza tutti gli anni?"

Ogni volta, verso dicembre, chiudeva gli occhi e sperava che qualcuno gli comunicasse che erano sospesi tutti i festeggiamenti natalizi.

Niente regali, niente letterine a Babbo Natale. Tanto per lui era inutile.

Erano ormai tre anni, da quando aveva imparato a scrivere,che chiedeva a quel vecchio signore con la barba bianca un regalo speciale...

...la cosa più importante del mondo

UNA MAMMA

Non ne aveva mai avuto una.Quella che lo aveva partorito, lo aveva abbandonato vicino ad un ospedale...

...disteso in una cassetta, una di quelle per i pomodori.

A volte pensava che sarebbe stato meglio per lui essere un pomodoro.
Avrebbe allietato il pranzo di qualcuno, per poi sparire per sempre dopo la digestione.

Voleva una mamma, una vera, tutta per lui.

Insieme agli altri bambini viveva bene, era felice. Erano tutti simpatici, giocavano insieme, facevano i compiti, si divertivano.

Eppure lui desiderava una mamma.

Ogni volta che ci pensava, nel suo lettino azzurro, immaginava come sarebbe stata: alta,bassa,bionda, bruna.


Poi si diceva che voleva semplicemente una mamma che gli volesse bene, come una mamma vuole bene al suo bambino.

A me la mamma  è mancata molto e mi manca  ancora ora.
E' volata in cielo quando avevo cinque anni. 
Sono stata cresciuta da una seconda mamma che mi ha voluto comunque bene.

Racconto completo
 "Cavolo, di nuovo il Natale", pensava Christian ogni anno, quando si avvicinavano le feste. "Deve venire per forza tutti gli anni?" Ogni volta, verso Dicembre, chiudeva gli occhi e sperava che qualcuno gli comunicasse che erano sospesi tutti i festeggiamenti natalizi. Niente regali, niente letterine a Babbo Natale. Tanto per lui era inutile. Erano ormai tre anni, da quando aveva imparato a scrivere, che chiedeva a quel vecchio signore con la barba bianca un regalo speciale, la cosa più importante del mondo: una mamma. Non ne aveva mai avuto una. Quella che lo aveva partorito, lo aveva abbandonato vicino ad un ospedale, disteso in una cassetta, una di quelle per i pomodori. A volte pensava che sarebbe stato meglio per lui essere un pomodoro. Avrebbe allietato il pranzo di qualcuno, per poi sparire per sempre dopo la digestione. Voleva una mamma, una vera, tutta per lui. Insieme agli altri bambini viveva bene, era felice. Erano tutti simpatici, giocavano insieme, facevano i compiti, si divertivano. Quella grande, bellissima famiglia, non gli faceva mancare niente. Eppure lui desiderava una mamma. Ogni volta che ci pensava, nel suo lettino azzurro, immaginava come sarebbe stata: alta, bassa, bionda, bruna. Poi si diceva che voleva semplicemente una che gli volesse bene, come una mamma vuole bene al suo bambino. Non gli importava l'altezza, il colore dei capelli, degli occhi. In casa famiglia tutti gli volevano bene, ma l'amore di una mamma è speciale. Lui lo sapeva, anche se non l'aveva mai provato. Lo immaginava come un dolce profumo di fragole, che gli arrivava al naso ogni volta che sognava il giorno in cui sarebbe si sarebbe avverato il suo desiderio. Anche quell'anno, inesorabile, il Natale era alle porte, e Christian aveva scritto la sua solita, densa, bellissima lettera piena di speranza. La mattina del 25, in casa famiglia, tutti i bambini correvano verso l'albero, alla ricerca del regalo richiesto. Quello di Christian era in una piccola scatola, avvolta in una carta rossa. Appena vide il nome sul pacchetto, i suoi occhi si fecero lucidi. Gli veniva da piangere. Sicuramente non era il regalo che voleva. "Come fa una mamma ad entrare in una scatola così piccola?", diceva tra i denti, stringendo le mascelle il più possibile per non scoppiare in un mare di lacrime. Aprì la scatola rossa, rassegnato ad un altro regalo bello ma inutile. C'era una bottiglia, con dell'acqua dentro. Un profumo. Lo avvicinò alle narici. Profumo di fragole. In un attimo quell'odore ricacciò indietro le migliaia di lacrime pronte a scivolare lungo le sue guance. "Forse questo è il mio Natale", pensò Christian. Stava arrivando qualcuno, con una mano di fragole, a raccogliere la cassetta dei pomodori.

Pierpaolo Orefice

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