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Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry



 Ho desiderato rileggere questa meravigliosa  opera...

 Alcune frasi famose del libro sulle quali riflettere attentamente














Buon fine settimana con un abbraccio



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L'avete letto ?



Il 9 ottobre qui avevo scritto :

Quest'estate avevo letto
 "Il profumo delle foglie di limone "
di Clara Sanchez e mi era molto piaciuto.

Volendo approfondire la conoscenza dell'autrice spagnola, di recente ho acquistato :

"Entra nella mia vita", libro che ho divorato in pochi giorni.
 

Ieri, invece, ho finito di leggere con fatica "La voce invisibile del vento"della stessa autrice.

Che delusione...trama noiosa,  inverosimile e  ripetitiva, nessun colpo di scena e alternanza tra sogno e realtà.

E' proprio vero che un libro non fa l'autore






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Sai qual è il prezzo della verità?

Quest'estate avevo letto "Il profumo delle foglie di limone "
di Clara Sanchez e mi era molto piaciuto.

Volendo approfondire la conoscenza dell'autrice spagnola, di recente ho acquistato :

"Entra nella mia vita", libro che ho divorato in pochi giorni.



 
Una storia travolgente e delicata...che tratta di un rapimento in culla...

Mi sento di affermare che è un romanzo emozionante, coinvolgente ed appassionante.

Copio dal libro :

"Madrid. Il sole estivo illumina la casa piena di fiori. È pomeriggio e la piccola Veronica approfitta di un breve momento di solitudine per sfogare la curiosità di bambina spiando tra le cose dei genitori. Apre una cartella piena di documenti, intorno a lei il silenzio, e spunta una foto. Veronica la estrae con la punta delle dita, come se bruciasse. Non l'ha mai vista prima. Ritrae una bambina poco più grande di lei, con un caschetto biondo, una salopette di jeans e un pallone tra le mani. Veronica è confusa, ma il suo intuito le suggerisce che è meglio non fare domande, non adesso che la mamma è sempre triste. Anno dopo anno, Veronica si convince sempre più che le discussioni e i malumori in casa sua nascondano qualcosa di cui nessuno vuole parlare. E che l'enigma di quella foto, di quella bambina sconosciuta, c'entri in qualche modo. Ma quando Veronica diventa una donna, decisa e tenace, non può più fare finta di niente. La malattia della madre la costringe a fare i conti con un passato di cui non sa nulla, un passato rubato che la avvicina sempre di più alla bambina misteriosa della fotografia. Ritrovarla è l'unica strada per raggiungere la verità. Una verità che, forse, ha un prezzo troppo alto. E quando Veronica trova la bambina, ormai una donna anche lei, capisce che la strada è tutt'altro che percorsa, che il mistero è tutt'altro che svelato. Ma soprattutto capisce che c'è qualcuno disposto a tutto pur di ostacolarla nella sua ricerca. Non le rimane che se stessa, il suo intuito e il suo coraggio. Per districare il groviglio di bugie e manipolazioni sarà molto molto pericoloso".

Vi invito a leggerlo.



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...io sono stato il derubato


Il professor Matthew Henry stava rincasando dall'Università, 
quando a pochi metri dacasa sua si trovò davanti una canna di pistola puntata contro gli occhi. 
Dietro la pistola
c'era un rapinatore con il volto coperto che gli intimò di consegnargli borsa e portafoglio.
 Lo fece e il rapinatore si dileguò rapidamente nell'oscurità.

Ancora spaventato dalla spiacevole esperienza, quella sera si sedette alla scrivania 
e scrisse questa preghiera:

«Signore, oggi sono stato derubato.
So che devo ringraziarti per molte cose.

Per prima cosa ti ringrazio di non essere mai stato rapinato prima, e in un mondo
come questo è quasi un miracolo.

In secondo luogo voglio dirti grazie perché mi hanno
portato via solo il portafoglio che, come sempre, conteneva solo pochi soldi, e una
vecchia borsa piena di carta.

Ti voglio ringraziare anche, Signore, perché non c'erano con me mia moglie e mia figlia,
 che si sarebbero spaventate molto e anche per il fatto che ora non devono piangere per me.

Infine, Signore, voglio ringraziarti in modo particolare, perché io sono stato il derubato
 e non il ladro».
Il modo più semplice ed efficace per lottare contro la sofferenza consiste nel non essere noi
 causa di sofferenza

dal libro che sto leggendo : " dieci motivi per essere cristiani" - Bruno Ferrero

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Che bella sorpresa !



Per molti, la religione è una cosa distante, teorica.
 La vita è un'altra cosa.
La religione è vapore e chiacchiere. E soprattutto noia. A che serve credere in Dio?
 Il cristianesimo è la via più semplice per la verità e quindi per la felicità: questo piccolo libro cerca di dimostrarlo.

 Lo fa con infinita umiltà e semplicità.
Attraverso piccole storie e semplici riflessioni vengono trattati temi come Dio, la Chiesa, la missione, la preghiera: un aiuto a recuperare il senso vero della nostra fede e tornare a proclamarla con gioia. Un libro per tutti.

E questo libro mi è stato regalato
 in occasione del Natale,
  con la dedica e la firma autografa
 di don Bruno Ferrero, 
autore di tanti raccontini
 che ho pubblicato in questo mio blog.



 Grazie don Bruno !

Leggerò il libro con avidità.



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Libri e prosciutto al Salone del libro

Salone del Libro 2013 - Torino

E chi avrebbe mai detto che poi ...


...avrei affettato il prosciutto?






News
Lenti sarà al Salone del Libro di Torino dal 16 al 20 Maggio 2013, all’interno di Casa CookBook, l'area interamente dedicata alle pubblicazioni enogastronomiche e di cucina, al PAD 3 Stand S121.

Nella cinque giorni torinesi Lenti coinvolgerà i visitatori in un’attività divertente e interattiva: i visitatori dovranno indossare il grembiule, ascoltare le indicazioni e affettare qualche fetta di Lenti&Lode, il prosciutto cotto gourmet. In questo modo potranno assaporare il Prosciutto Cotto Lenti&Lode trasformandosi in “Salumieri per un giorno”, ricevere in omaggio il grembiule “da salumiere” e apprendendo la tecnica del taglio perfetto.





Nessun omaggio, i grembiulini erano già finiti. 


Ritornando al post precedente,

 Betty ha indovinato dove io mi trovassi.

Complimenti amica carissima!


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SALONE DEL LIBRO 2012

 



 Anche quest'anno sono andata a visitare il Salone del libro.

Solitamente vado il lunedì, ultimo giorno, perchè c'è meno confusione.

Stavolta ho provato per la prima volta la Metro per raggiungerlo.

Chissà perchè mi faceva impressione  un mezzo senza conducente, ma salita su mi sono subito tranquillizzata... 

In dieci minuti ho raggiunto il Lingotto, non stravolta come le volte precedenti, quando utilizzavo i bus.

Come si cambia...

Una volta cercavo gli Stand dove erano esposti soprattutto testi di psicologia, oggi invece sono andata diretta...alle pubblicazioni per i bambini, e naturalmente il motivo è Sara!

 

Per la mia nipotina ho acquistato puzzles in legno e un libro sulle paure.

Il mio stato d'animo era felice ed entusiasta, più che mai...
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I bloggers e la Chiesa


Il 2 maggio 150 bloggers si sono riuniti in Vaticano, dando vita ad una discussione su Facebook e Twitter che ha raggiunto un'enorme intensità.
Con loro erano collegati in rete altri 750 bloggers, che si erano iscritti da tutto il mondo.
L'obiettivo della riunione - come ha dichiarato il Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, l'arcivescovo Claudio Maria Celli -  era quello di promuovere
"un momento animato soprattutto da un dialogo rispettoso: un rispetto per le verità altrui pur nella consapevolezza di ciò che portiamo in cuore nella convinta ed appassionata adesione a Cristo Signore".
Vari bloggers hanno sottolineato l'importanza di questa forma di comunicazione su Internet che permette discussioni tra persone presenti in rete e la trasmissione della Fede.
Per questo la chiesa non deve aver paura di aprire questi dibattiti.
Un punto è emerso chiaramente nelle discussioni: la nascita di un nuovo tipo di presenza pastorale su Internet, al punto che secondo alcuni è oggi necessaria la figura del "web-pastor".
Questa missione è stata sottolineata in vari momenti dell'incontro, venendo presentata chiaramente da Francois Jeanne- Beylot:
"Se Cristo venisse a predicare oggi, non salirebbe su un monte o su una barca, ma andrebbe su Twitter o aprirebbe un blog".


Rivista Missioni Consolata
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Storia di settembre

"Storia di Settembre" fu il primo libro che lessi di Romano Battaglia.
Mi piacque a tal punto che ne comprai altri dello stesso autore , vedi per esempio Com'è dolce sapere che esisti


 Cinquant'anni: un'età sempre difficile per ogni essere umano; una tappa obbligata che, dopo mezzo secolo di vita, di sentimenti, di esperienze, di cose fatte e non fatte, di realizzazioni e di omissioni costringe, obbliga ognuno di noi a fare con onestà - in alcuni casi con crudele franchezza - i conti con se stesso. E spesso purtroppo, il bilancio é negativo. E' quanto accade a Giorgiana, una donna che, apparentemente, non avrebbe nulla di cui lamentarsi: un marito, due figli già grandi, una situazione solida e tranquilla. Un bilancio positivo, dunque? No, perchè Giorgiana si sente spenta, vuota, sfinita, non trova più ragioni che la spingano ad andare avanti, a inseguire nuovi traguardi; si vede come una barca in balìa dei venti, con le vele strappate, il timone abbandonato. Allora, complice l'assenza del marito e dei figli, decide di ritagliarsi per la prima volta uno spazio tutto per sé: una vacanza al mare, che si conclude a Settembre, un mese che prelude l'Autunno, ma che ha ancora colori e luci più morbidi e caldi di quelli dell'estate rovente. Ed é proprio qui al mare, a stretto contatto con una natura dolcissima, che Giorgiana riscopre se stessa, conosce l'incanto di una rinascita spirituale. Un tornare alla vita, a riscoprire la vita, aiutato, provocato dallo splendore della luna e delle stelle, dal luccichio della sabbia e del mare, dalla carezza dei venti, dal profumo acre e intenso della resina nella pineta. E allora quell'esistenza che sembrava vuota (vuota come una conchiglia abbandonata dalla marea sulla spiaggia) a poco a poco si riempie, si colma, trabocca. Giorgiana é pronta a ricominciare, ad amare, a donare. Con Storia di Settembre Romano Battaglia, dopo il grande successo di Notte infinita, ci offre l'opportunità di rileggere con occhi diversi la nostra vicenda, le nostre vicissitudini, i nostri giorni. Una magnifica, dolcissima storia che ci ammonisce ad atttribuire il proprio valore a ogni cosa che, per quanto piccola, non é mai trascurabile e insignificante. Non si racconta, forse, che la gente di mare raccoglie i pezzetti di legno che le onde portano a riva perchè forse uno di essi potrebbe essere stato parte della barca di Cristo?


Romano Battaglia
"Storia di Settembre"
Ed. Rizzoli
Prima edizione: maggio 1991
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PER RIFLETTERE


1. Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile.
[San Francesco d'Assisi (1181 - 1226), santo patrono d'Italia.]

2. L'umiltà è l'anticamera di tutte le perfezioni e senza di essa tutte le virtù sono vizi.
[Marcel Aymé (1902 - 1967) Scrittore francese]

3. Ci sono persone che sono state considerate coraggiose perchè avevano troppa paura per scappare.
[Thomas Fuller (1608 - 1661) scrittore e storico britannico]

4. L'adulazione è l'arte di dire a una persona ciò che pensa di se stessa.
[Anonimo]

5. Beneficenza: la sola possibilità che induce alcuni a rinunciare ai vestiti usati e alle scarpe vecchie.
[Julien De Valckenaere (1898-1958) scrittore fiammingo]

6. Autostima. Non è importante essere belli; è importante sentirsi belli.
[Anonimo]

7. Il cinismo è l'arte di vedere le cose come sono piuttosto che come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde (1854 - 1900) Scrittore e poeta irlandese]

8. Non mi sembra un uomo libero quello che non ozia di tanto in tanto.
[Marco Tullio Cicerone, il Vecchio (106 a.C. - 43 a.C.) Statista, filosofo e oratore romano]

9. E' molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere ogni tanto, galantuomo sempre
[Luigi Pirandello (1867 - 1926) Scrittore, drammaturgo italiano; Premio Nobel per la letteratura nel 1934]

10. Se prendi un cane che muore di fame e lo ingrassi, non ti morderà, è questa la differenza principale fra un cane e un uomo.
[Mark Twain (1835 - 1910) Scrittore statunitense]

11. I desideri soddisfatti, come l'acqua salata, fanno venire più sete.
[Jetsun Milarepa (1052 - 1135) Uno dei più famosi yogi tibetani, grandissimo poeta]

12. Esistono due motivi per leggere un libro: uno, perchè vi piace, e l'altro - spesso il più importante - che potete vantarvi di averlo letto.
[Bertrand Arthur William Russell (1872 - 1970) Scrittore, filosofo e matematico britannico, premio Nobel per la letteratura 1950]

13. Dicono che ciò che distingue l'uomo dalle bestie è la parola, mentre è proprio la parola per cui il più delle volte ci dimostriamo bestie
[Carlo Dossi - Conte Carlo Alberto Pisani Dossi (1849 - 1910) Scrittore italiano]

14. Le liti non durerebbero tanto a lungo se il torto fosse solo da una parte
[Francois de La Rochefoucauld (1613 - 1680) Scrittore francese]
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RIVEDIAMO L' ITALIANO


Mi sono consolata un po', leggendo questo decalogo...con la mia "pecca" della sintesi



Decalogo Diabolico
Da “L’italiano. Lezioni semiserie” di Beppe Severgnini


I
Usate dieci parole quando tre bastano.

II
Usate parole lunghe invece di parole brevi,
sigle incomprensibili e termini specialistici.

III
Considerate la punteggiatura una forma di acne:
se non c’è, meglio.

IV
Fate sentire in inferiorità il lettore:
bombardatelo di citazioni.

V
Nauseatelo con metafore stantie.

VI
Costringetelo all’apnea: nascondete la reggente
dietro una siepe di subordinate, e cambiate il soggetto
per dispetto.

VII
Infilate due o più che in una frase.

VIII
Non scrivete “Il discorso era noioso, e i relatori aspettavano
l’intervallo” ma “Lo speech era low-quality e il panel s’era messo
in hold per il coffee-break”.

IX
Usate espressioni come in riferimento alla Sua del...,
il latore della presente, in attesa di favorevole riscontro...

X
Siate noiosi.

Seguite queste regole e cadrete così in basso che, a quel punto, potete solo risalire.


Ho scoperto con piacere lo scrittore e giornalista Beppe Severgnini, grazie alla segnalazione di Adriana nel suo ultimo post.
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Favola per genitori ed educatori



Alba Marcoli, autrice dell'interessantissimo libro "Il bambino nascosto":

"...ho cominciato a scrivere favole per adulti, proprio nell'ottica di aiutarli a capire meglio i bambini".


Ed ecco ora una favola che vi invito a leggere con calma.

E' un po' lunga, ma vale la pena spendere bene un po' di tempo...

IL LUPACCHIOTTO CHE FACEVA SEMPRE I DISPETTI

Quello delle Sette Querce era proprio un bosco normale come gli altri di questa terra e quindi c'erano anche gli animali tranquilli che tutti giudicavano buoni e quelli scatenati che tutti ritenevano cattivi.
Ma c'era un cucciolo che in fatto di cattiveria non aveva rivali: era un lupacchiotto scuro e col pelo irto, sempre pronto ad attaccare e a fare i dispetti agli altri, finchè tutti lo scacciavano. Anche quando andava alla Scuola dello Spiazzo trovava sempre il modo di infastidire qualcuno; o tirava la zampa a uno, o pestava la coda a un altro, o lanciava le ghiande sul naso di chi gli stava di fronte, ma fermo non stava proprio mai. E ogni volta era sempre la stessa storia: gli altri cuccioli si lamentavano, c'era chi si ribellava, chi subiva, chi andava a dirlo al gruppo degli Anziani, chi cambiava posto finché lui restava solo col suo pelo nero irto che lo faceva sembrare ancora più brutto. E così gli altri cuccioli si vendicavano chiamandolo "il Brutto" e lo prendevano in giro per il suo pelo. Lupacchiotto faceva finta di niente, ma dentro di se' ne soffriva molto. Il fatto e' che tutti gli altri cuccioli, almeno così sembrava a lui, avevano a casa una mamma che li amava, che gli spazzolava il pelo prima che uscissero dalla tana, che gli cambiava il fiocco tutti i giorni e glielo preparava ogni volta bello, lavato e stirato di fresco.
Invece la sua mamma non aveva mai il tempo di fare tutte queste cose. Era una mamma che aveva sempre da fare, ma che non riusciva a concludere tutti i lavori anche perché aveva quattro figli: Lupacchiotto, che era sempre ribelle, Lupetta che era molto più carina ma voleva sempre lei l'attenzione, e due gemelli che erano molto piccoli e avevano ancora bisogno di tutto.
E così quando si arrabbiava, era con Lupacchiotto che si sfogava spesso e gli diceva delle cose che i grandi a volte dicono senza crederci fino in fondo quando sono proprio fuori di se' perché' sono molto arrabbiati e non si rendono conto che i cuccioli invece a quelle parole ci credono davvero, anche quando fingono il contrario. Allora quando la sua mamma gli urlava:
"Tu sei proprio la mia rovina, mi farai morire!" Lupacchiotto ci credeva davvero e aveva veramente paura che la mamma morisse e a volte era cosi' terrorizzato che desiderava davvero che lei morisse e poi subito dopo si spaventava di quel pensiero che gli era venuto e per cancellarlo faceva tutto quello che poteva per aiutare la mamma: andava a prendere il latte, accompagnava la sorellina a scuola, accudiva i fratelli piccoli e cosi' di seguito. Però Lupacchiotto era un cucciolo molto triste. Lui non aveva il problema di non riuscire ad imparare le storie, anzi, quelle gli piacevano proprio; era solo sui calcoli che non riusciva molto, ma si sa che in un bosco i numeri non servono tanto e, in ogni caso, quelli che servono tutti li conoscono naturalmente. Quello che invece non gli piaceva era il fatto che, secondo lui, la mamma trattava meglio i fratelli più piccoli e, soprattutto, gli pesava che loro fossero figli del suo papa' attuale, mentre lui era figlio di un altro papa', da cui la mamma si era separata. E cosi' il cucciolo si sentiva diverso dagli altri in casa e si sentiva diverso dagli altri allo Spiazzo delle Sette Querce. Per fortuna c'era una cosa che lui sapeva fare molto bene: le partite del bosco. In queste gare era proprio un cucciolo contento perché correva e giocava insieme agli altri e non era mai rifiutato, anzi tutti lo cercavano perché era bravo, agile e svelto e in certi momenti lo applaudivano persino e lui si sentiva tutto caldo dentro dalla soddisfazione e in quei momenti dimenticava le altre volte in cui era triste e arrabbiato. Però le partite del bosco erano una o due volte la settimana, per cui per la maggior parte del tempo Lupacchiotto era scontento. E una sera che era particolarmente arrabbiato e che i suoi compagni lo scacciavano e si lamentavano con il gruppo dei vecchi, ecco che uno dei saggi che gli erano più simpatici, il leone Criniera d'Oro, lo guardò dritto negli occhi e disse:
"Adesso vi racconterò la mia storia in questo bosco. Tanto e tanto tempo fa io ero un cucciolo, proprio come voi, non ero vecchio come ora. Ero molto forte e prepotente, vincevo quasi tutte le gare del bosco, mi piaceva andare in giro tutto il giorno, ma ero sempre scontento perché ero convinto che la mia mamma volesse più bene ai miei fratelli che a me. E cosi' facevo sempre i dispetti ai miei fratelli fino a quando le prendevo di santa ragione e quando uscivo dalla tana facevo sempre i dispetti agli altri finche' tutti mi lasciavano solo. C'era, e' vero, un momento in cui tutti mi ammiravano ed era quando ruggivo, avevo il ruggito più potente del bosco, ma non potevo ruggire tutto il giorno per farmi ammirare e cosi' per la maggior parte del tempo ero scontento ed arrabbiato. Finche' un giorno ero cosi' stanco che decisi di aspettare la notte e di partire per cercare anch'io il libro della mia storia, e cosi' feci. Quando finalmente arrivai all'albero di tutte le storie trovai Gufo Millenario che mi guardò e disse: "Andiamo a vedere che cosa c'è scritto sul tuo libro". E mi portò all'interno del tronco millenario. E quando ebbe trovato il libro della mia storia la lesse e poi mi disse: "Sai qual e' il tuo problema? Che tu non hai ancora trovato chi sei. Finora ti sei visto o rifiutato dagli altri, o applaudito, per cui non puoi che comportarti in modo da farti rifiutare o applaudire. Questo succede però, perché tu hai sempre bisogno che gli altri si occupino di te, in quanto pensi che la tua mamma non l'abbia fatto abbastanza. Ma se la tua mamma non si fosse occupata di te quando tu eri molto piccolo, saresti morto di fame, non saresti cresciuto e non avresti imparato ne' a camminare, ne' a cacciare, ne' a ruggire. E' stata lei che ti ha sfamato quando avevi fame, ti ha protetto dai temporali e dal freddo dell'inverno, ti ha rialzato quando ruzzolavi perché' non sapevi camminare e ti ha insegnato ad essere forte e a ruggire. E' proprio perché' lei si e' occupata di te che tu ora sai fare queste cose e adesso lei le deve fare per i tuoi fratellini, che queste cose non le sanno ancora fare. Allora, quando ti viene il pensiero che la tua mamma non ti voglia bene, prova a pensare a che cosa ne sarebbe stato di te se lei non ti avesse portato nella sua pancia prima e poi nutrito, protetto e riscaldato quando eri piccolo. Forse, se lasci che questo pensiero possa entrare nella tua testa, ti sentirai meno arrabbiato con tutti." Devo dire che io ero molto perplesso e non capivo che cosa c'entrasse la mia mamma col fatto che gli altri mi rifiutassero, però Gufo Millenario aveva l'aria molto saggia e mi ispirava fiducia. E cosi' a poco a poco provai a fare quello che mi aveva suggerito e permisi a quel pensiero che prima non era mai voluto entrare nella mia testa di entrarci. Le prime volte lo faceva di sfuggita e scappava subito fuori; era proprio come se non volesse coabitare con la mia testa; poi cominciò a fermarsi qualche volta e alla fine arrivava liberamente e si fermava. E a poco a poco mi accorsi che anche i pensieri dentro di me cominciarono a cambiare e quando finalmente io mi resi conto che la mia mamma voleva bene ad ognuno di noi in modo differente perche' ognuno era diverso, anche con gli altri cuccioli io mi trovai molto meglio: non avevo bisogno ne' di fare continuamente i dispetti ne' di farmi applaudire. Ero semplicemente uno come loro, che giocava, si divertiva, imparava, litigava, piangeva e si faceva male esattamente come tutti gli altri. Adesso sapevo finalmente chi ero: non dovevo più farmi rifiutare o applaudire ad ogni costo." Lupacchiotto aveva ascoltato molto attentamente la storia del vecchio leone, e in certi momenti gli era sembrato di vedersela proprio li' davanti a lui, come se fosse stato lui il protagonista, anzi, si era tanto immedesimato che a volte gli era persino venuto il batticuore. Ma quando la storia fu finita emise un gran sospiro e pensò tra se' che quella si' era una bella storia, ma lui non era come Criniera d'oro, la sua era certamente diversa, e se ne andò via scontento più di prima. Ma si sa che i pensieri che cascano una volta nella testa sono come i semi, da uno ne nasce un altro, da questo un altro ancora e cosi' via. E un giorno che Lupacchiotto era come al solito arrabbiato con la sua mamma, ecco che gli cadde in testa il pensiero delle parole di Gufo Millenario e allora provò a guardare meglio la sua mamma e vide delle cose che prima non aveva mai visto. Vide una mamma che era molto stanca e che aveva sofferto tante cose nella vita e che si dava sempre da fare, ma che, anche se voleva, tante cose non riusciva a farle, proprio come lui con i conti. Era una mamma che faceva tutto quello che poteva, proprio tutto quello che poteva, anche per lui, anche se lo sgridava tanto. Lupacchiotto fu molto sorpreso da quel pensiero; non gli piaceva proprio, preferiva la sua vecchia idea che gli faceva sempre compagnia, e cosi' lo scacciò. Però qualche giorno dopo il pensiero gli cascò nuovamente dentro alla testa e si fermò un minuto di più . E così la lotta fra lui e il suo nuovo pensiero andò avanti per un po', poi alla fine si erano tutti e due talmente abituati a lottare e a farsi compagnia, che decisero di fare la pace.
E così nel Bosco delle Sette Querce si vide a poco a poco un lupacchiotto che giocava con gli altri, che litigava, che si faceva male, che faceva la pace e giocava di nuovo, proprio come tutti gli altri cuccioli del bosco, e non si ebbe più un cucciolo rifiutato o applaudito che per trovare se stesso aveva sempre bisogno di essere ammirato o scacciato.
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GIORNATA NAZIONALE PER LA PROMOZIONE DELLA LETTURA









"Se mi vuoi bene il 23 maggio regalami un libro"
, si leggeva ovunque, ieri al Salone del Libro .
La campagna nazionale, per la promozione della lettura, si celebrerà appunto il 23 maggio prossimo.
Un libro in dono per dimostrare il proprio affetto, è l'invito che rivolgono il Centro per il libro e la lettura e l'Associazione italiana editori (Aie), in collaborazione con l'Associazione librai italiani e il supporto di Anci e Upi.
"Regalare un libro è più di un gesto d'affetto, perchè con un libro regaliamo qualcosa di noi per questo vorremmo che nel tempo divenisse un gesto naturale - ha spiegato il presidente del Centro per il libro e la lettura Gian Arturo Ferrari- di qui l'idea, pertanto, di lanciare questa campagna che coinvolgerà 1.300 librerie in tutta Italia".

Io mi sono regalata il libro "Le parole che curano", di Raffaele Morelli, a sfondo psicologico, tanto per cambiare...




L'autore scrive:

"Parlare a se stessi significa percepire la sensazione di avere cura di noi, osservare quello che accade e sapere che il mio sguardo emette sostanze terapeutiche, come la mia parola, il mio suono. Le parole dette con questa consapevolezza parlano al Nulla che intuisco di essere... sono inondate di presenza interiore e hanno l'effetto di una preghiera, di un mantra. Queste parole ci curano".

Ve ne parlerò, quando l'avrò finito di leggere.
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SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO TORINO 2010








Ogni parola è superflua

Le foto parlano da sole
...
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SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO TORINO 2010


Un altro valido motivo per venire a Torino:


visitare il Salone Internazionale del Libro che si aprirà il 13 maggio.

Il filo conduttore di questa XXIII edizione è la Memoria e il paese ospite sarà l'India.

Il programma completo sarà presentato il 29 aprile a Torino.

Ritorno alle origini

"Dall'edizione 2010 la Fiera torna all'antico. Riprenderà il nome originario di Salone del Libro, che ha accompagnato la manifestazione dal debutto nel 1988 fino al 1999, quando venne rilevata da Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino.
Il passaggio da Salone a Fiera fu imposto da ragioni legate alla proprietà del marchio, che oggi è divenuto interamente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e consente il recupero della denominazione storica.
Due le ragioni del ritorno alle origini. L'indubbia popolarità del nome Salone, che in tutti questi anni è restato fortemente radicato nell'uso comune e mediatico, e la sua maggiore adeguatezza rispetto a Fiera nel connotare una manifestazione culturale come l'evento del Lingotto. Il nuovo Salone manterrà, adattandolo, il logo grafico attuale della Fiera e conserverà naturalmente la qualifica di Internazionale conseguita nel 2001".

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SENZA AMORE NON C'E' VITA , SENZA VITA C'E' AMORE



Ci deve morire un figlio per capire qual è la vera felicità nella vita ?

A Pino e a Conci è successo l'irreparabile.

Il loro unico, amatissimo figlio è stato travolto sulla strada e un oceano di cupo dolore li ha travolti, svuotati, annientati.

Di fronte a quel giovane corpo senza vita hanno iniziato a fare memoria delle occasioni perdute, dei sentimenti trattenuti, delle carezze non date.

Pino ha messo in poesia e in prosa questo cumulo di sensazioni e di emozioni, di grida soffocate e di sordi rancori.

Qui di seguito, riporto la poesia che Pino Santagada, l'autore del libro, ha scritto a suo figlio Alessandro.


Grazie Alessandro

Arrogante, presuntuoso egoismo.

Ho vissuto la vita inseguendo

miraggi di fumo.

Un gelido soffio,

come lama sottile,

ha reciso in un attimo

convinzioni e certezze.

Senza appigli sprofondo,

lentamente, perdendomi

nell'abisso del nulla.

La tua mano mi prende,

mi riporta sul ciglio.

La tua voce, muta,

sussurra al mio cuore

mi ricorda il dono più bello.

Gli anni che Tu ci hai donato.

Senza il tuo amore

la nostra vita

si sarebbe consumata nel nulla.


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AMORE ASSOLUTO




Sfogliando la rivista "Camminando e cantando" mi sono soffermata a lungo sulla recensione del libro " E la musica riempì il silenzio".
Non è un romanzo...non è un saggio, ma è una semplice (chiamala semplice!), toccante, vibrante, avvincente, incredibile storia di vita, la testimonianza viva di Cathleen Lewis, di una mamma la quale, con la sola forza dell'amore, dell'Amore Assoluto, si racconta, ci racconta...

IL LIBRO
- Cathleen Lewis ha una casa perfetta, in California, con una spettacolare vista sull'oceano. Un lavoro perfetto. Un marito perfetto. Le manca solo... un bambino perfetto. E quando arriva Rex, l'intensità del primo sguardo fa esplodere in lei tutta la gioia che prova una madre per il proprio cucciolo. Ma il verdetto dello specialista non lascia speranza.


Una lesione al cervello ha reso il piccolo cieco e autistico. Non potrà avere una vita normale, probabilmente non sarà in grado di camminare e nemmeno di parlare. E forse non riuscirà mai ad abbracciare la sua mamma... Cathleen è disperata e arrabbiata con Dio. Ma quella crudele e insensata sofferenza la rende coraggiosa. Determinata.

E sola contro tutti, sfidando l'abbandono da parte del marito, lo scetticismo dei medici e l'incompetenza degli operatori scolastici, lotta strenuamente per far compiere al figlio piccoli grandi progressi. Fino alla miracolosa svolta che cambierà per sempre la loro esistenza: il dono di una tastiera musicale.

Le manine di Rex, prima incerte, poi sempre più sicure, creano prodigiose melodie e riproducono interi brani di musica classica, jazz e pop. E, grazie alla magia delle note, il piccolo che sembrava condannato a una vita dimezzata diventa un pianista famoso a livello internazionale e riesce finalmente a comunicare con il resto del mondo.Throwing  Hearts

L'AUTORE - Cathleen Lewis vive a Malibu, dove si divide tra il lavoro di educatrice specializzata per bambini con deficit visivi, la vita da mamma single - con tutto ciò che comporta la complessità della patologia di suo figlio -, e i viaggi per accompagnare Rex alle esibizioni al pianoforte o per tenere conferenze sul miracolo che è toccato loro in sorte.
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LA COPERTINA DI UN LIBRO


CI LASCIAMO INFLUENZARE?

A volte compriamo libri soltanto perché ci piace la copertina?

Può capitare perchè è la prima cosa che notiamo e se è bella e colorata o rappresenta un'opera d'arte che prediligiamo, ci può condizionare nell'acquisto di un libro.


E' un comportamento che viene del tutto spontaneo: il rischio, semmai, è quello di prendere delle fregature con la copertina stupenda e perdere dei capolavori con la copertina orrenda.

Se è vero che anche l'occhio vuole la sua parte, ma che l'abito non fa il monaco, è ancora più vero che non si giudica un libro dalla copertina.

In linea di massima non valuto mai un libro dalla copertina; prima di acquistarlo leggo la trama e almeno alcune righe per vedere se l'argomento mi interessa.
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INCANTO


Uno dei libri che ho letto in vacanza è " incanto "di Romano Battaglia, autore che amo, dopo Coelho e Buscaglia.

"incanto" mi è piaciuto molto.

Mariarosa, una giovane donna, creatura fragile, profondamente depressa, cerca conforto alle sue sofferenze ritirandosi a pregare in una chiesa.
All'uscita le viene incontro un cane.
Sembra invitarla a seguirlo e la conduce a un casolare isolato in aperta campagna, in mezzo al grano.
Qui vive un anziano contadino che accoglie la donna, l'ascolta e trascorre con lei una giornata.
Nei gesti e nelle parole dell'uomo a suo modo poeta e filosofo, ancora capace di assaporare le piccole autentiche gioie quotidiane, la giovane trova la strada per riconciliarsi con l'esistenza e riconquistare la serenità.
...
Mi fermo qui per non svelarvi il finale, se qualcuno di voi fosse interessato a leggerlo.

L’autore scrive che non ha pretese di guarire un male profondo come la depressione, ma il libro offre a tutti i lettori un delicato e prezioso spunto per riflettere sulle cose più semplici e al tempo stesso importanti della vita, le cose più evidenti eppure più ignorate.

” Il disturbo della depressione che tanto affligge le generazioni di oggi, visto come patologia non da aggredire, né con i farmaci né con la psicoterapia – ha affermato – ma da “curare” con la saggezza della natura, delle cose semplici, delle parole piene di amore di un vecchio contadino”. Vecchio e saggio filosofo che forse è solo il desiderio inconscio della protagonista stessa di guarire, o forse è Dio. Un libro che si legge in un’ora, ma sul quale è obbligo fermarsi e riflettere. Un libro che ama la natura, le vecchie tradizioni, “dove gli occhi devono saper cogliere le cose inaspettate, in un mondo sempre piu’ artificiale dove le cose semplici sono sempre piu’ difficili da apprezzare”.


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AIUTARE...


Aiutare gli altri è lo scopo principale delle cosiddette “professioni di aiuto” (medico, infermiere, psicologo, volontario, ecc.), nelle quali il rapporto tra curante e assistito ha implicazioni emotive spesso molto forti. Ma, quando l’operatore si fa troppo coinvolgere dai problemi di chi è stato affidato alle sue cure, può andare in burnout.
Con questa espressione si intende una particolare condizione di logorio psicologico (a volte anche fisico) provocato da una progressiva perdita di idealismo e di energia nel lavoro, accompagnata da una sensazione di impotenza e fallimento. E’ lo stress di chi avverte un forte squilibrio tra richieste e risorse, tra ideale e realtà, tra ciò che gli assistiti richiedono e le reali possibilità di rispondere ai loro bisogni.
E’ questo l’argomento trattato nel volume di Sandrin, camilliano, il quale, oltre a descrivere le premesse e le dinamiche del burnout, suggerisce anche alcune strategie per prevenirlo.
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