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Sei anni di blog



Sono trascorsi già sei anni in vostra compagnia, un lungo lasso di tempo

 che è volato in modo sorprendente.

Ringrazio tutti voi:

- per la presenza

- per i sorrisi

- per i gesti delicati e gentili

- per la comprensione

-  per la condivisione

- per l'affetto che mi avete dimostrato

e perchè

-  di anno in anno mi avete incoraggiata a continuare l'avventura da blogger.

L'entusiasmo ancora c'è, ma un po' di tristezza mi pervade per
la chiusura recente dei blog di amici speciali.
Comprendo perfettamente le motivazioni e le rispetto.

Io sono ancora attiva in rete, perchè ho tempo libero, sono in pensione dopo quaranta anni di lavoro e vivo come se fossi sola , pertanto mi fa piacere comunicare e condividere pensieri ed emozioni con voi, mai ritenuti virtuali.

Ciò che ho imparato in questi anni è racchiuso in breve in questa cartolina:



Pura verità !


Grazie ancora per la vostra amicizia molto gradita.


Citazione di  Richard Bach : 

La vera amicizia non è schiava del tempo e dello spazio,

 la distanza materiale non può separarci davvero dagli amici! 
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Non mi fa ridere






Avviso

Sabato notte torna l'ora legale: lancette avanti di un'ora







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Si può fare il bagno con lo stomaco pieno





L'articolo  qui  pubblicato mi ha un po' sconvolta:

Si può fare il bagno a stomaco pieno!

Al mare mio figlio andava in acqua dopo due ore dalla colazione e dopo tre dal pranzo, e questo era stato suggerito dal pediatra...

Ora sembra che sia un tabù da sfatare.

Ma io so che di congestione si muore o no? 

Comunque io non mi fido di questa nuova teoria e penso che sia pericoloso bagnarsi durante la digestione.

E  voi? 


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E' primavera !





 Oggi, giovedì 20 marzo, è l’equinozio di primavera.

 L’equinozio è quella giornata in cui la durata della notte
 è uguale a quella del giorno.

Google festeggia il primo giorno di primavera con questo
 doodle animato






Buona primavera a tutti !
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La bambina e il suo papà



IL GIORNO DEL PADRE

Indossava il vestito più bello, di un luminoso color
 arancione, aveva i capelli raccolti
con un nastro rosso e oro ed era pronta a uscire per
 andare a scuola.

 Era il «Giorno del padre»
e tutti i bambini sarebbero dovuto arrivare
a scuola accompagnati dal loro papà

 Lei sarebbe stata l'unica con la mamma.
La mamma le aveva suggerito di non andare, perché i
suoi compagni non avrebbero capito.
 Ma la bambina voleva parlare a tutti del suo
 papà, anche se era un po' diverso
dagli altri.

A scuola c'era una folla di papà che si salutavano un po' imbarazzati
 e bambini impazienti che li tenevano per mano.

 La maestra li chiamava uno dopo l'altro e ciascuno
presentava a tutti il suo papà.

Alla fine la maestra chiamò la bambina con il vestito
 arancione e tutti la guardarono,
cercando l'uomo che non era là.

«Dov'è il suo papà?» chiese un bambino.
«Per me non ce l'ha» esclamò un altro.
Dal fondo una voce brontolò:
 «Sarà un altro padre troppo occupato che non ha
tempo per venire».

La bambina sorrise e salutò tutti.
 Diede un'occhiata
 tranquilla alla gente, mentre la
maestra la invitava a sbrigarsi.
Con le mani composte e la voce alta e chiara,
cominciò a parlare:

 «Il mio papà non è qui, perché vive molto lontano.
Io, però, so che
desidererebbe tanto essere qui con me e voglio che
sappiate tutto sul mio papà e
quanto mi vuole bene.
 Gli piaceva raccontarmi le storie,


 mi insegnò ad andare in bicicletta
.
Mi regalava una rosa rossa alle mie feste


 e mi insegnò a far volare gli aquiloni.


 Mangiavamo insieme gelati enormi


 e, anche
se non lo vedete, io non sono
sola, perché il mio papà sta sempre con me, anche se
viviamo lontani.

 Lo so perché
me l'ha promesso lui, che sarebbe stato sempre nel
mio cuore».

Dicendo questo, alzò una mano e la posò sul cuore.

La sua mamma, in mezzo
alla schiera dei papà, la guardava con orgoglio, piangendo.

Abbassò la mano e terminò con una frase piena di dolcezza:

 «Amo molto il mio papà.
 E’il mio sole e se avesse potuto sarebbe qui, ma il cielo è lontano.
 Qualche volta, però, se chiudo gli occhi, è come se non se
ne fosse mai andato».
Chiuse gli occhi e la madre sorpresa vide che tutti,
padri e bambini, chiusero gli occhi.
 Che cosa vedevano? Probabilmente il papà vicino  alla bambina.

«So che sei con me, papà»

 disse la bambina rompendo il silenzio.

Quello che accadde dopo lasciò tutti emozionati.

Nessuno riuscì a spiegarlo, perché
tutti avevano gli occhi chiusi:
 sul tavolo ora c'era una magnifica e profumata rosa rossa.

E una bambina aveva ricevuto la benedizione dell'amore del suo papà
e il dono di credere che il cielo non è poi così lontano


  
 





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L' esperienza




   L'esperienza è il nome che diamo ai nostri errori.

Oscar Wilde 


A essere giovani s'impara da vecchi.

 Proverbio popolare



Vi è mai capitato di dire o di pensare :
 tornerei indietro, ma con l'esperienza di oggi.






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Indovinello

Per il mio compleanno ho ricevuto anche
 questi bellissimi regali:




Sapreste dire chi me li ha spediti?

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8 marzo 2014


Un ramo di mimosa per ...

Un ramo per l'amor
d'un cuor di donna
ferito da brutale forza
delle stesse mani
alle quali aveva affidato
i sogni colorati
del suo domani.

Un ramo
per un mozzicone di donna
gemente sul letto
in sguardo, da soprusi,
spento
priva di pensieri
plagiata da un logorio
lento.

Un ramo
alla donna violata
in ufficio, per strada
in qualsiasi luogo
ove incontra
la parte bestiale
dell'essere umano
che su di lei sfoga
la sua forza brutale.

Un ramo
a tutte le donne
che nel mondo
per tradizione, leggi o religione
vivono forme di umiliazione
sottomesse all'uomo
solo per esser donne
e come tali
di inferiore condizione

Un ramo
alle donne che
quell'otto Marzo
la vita hanno immolato
sull'altare del “nostro” diritto
ad esistere con leale rispetto.

Un ultimo ramo,
per correttezza,
a tutti quegli uomini,
e sono tanti,
che tengono per mano
la loro compagna
inerpicano sulla stessa via
sostenendosi a vicenda
in rispettosa armonia

Maria Antonietta Sechi


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Triste realtà


La vecchia zia Ada di Gianni Rodari

La vecchia zia Ada, quando fu molto vecchia, andò ad abitare al ricovero dei vecchi,
in una stanzina con tre letti, dove già stavano due vecchine, vecchie quanto lei.

La vecchia zia Ada si scelse subito una poltroncina accanto alla finestra e
sbriciolò un biscotto secco sul davanzale.

- Brava, così verranno le formiche, - dissero le altre due vecchine, stizzite.

Invece dal giardino del ricovero venne un uccellino, beccò di gusto il biscotto e volò via.

- Ecco, - borbottarono le vecchine, - che cosa ci avete guadagnato?
Ha beccato ed è volato via. Proprio come i nostri figli che se ne sono andati per il mondo,
chissà dove, e di noi che li abbiamo allevati non si ricordano più.

La vecchia zia Ada non disse nulla,
ma tutte le mattine sbriciolava un biscotto sul davanzale e l'uccellino veniva a beccarlo,
sempre alla stessa ora, puntuale come un pensionante,
e se non era pronto bisognava vedere come si innervosiva.

Dopo qualche tempo l'uccellino portò anche i suoi piccoli,
perché aveva fatto il nido e gliene erano nati quattro,
e anche loro beccarono di gusto il biscotto della vecchia zia Ada,
e venivano tutte le mattine, e se non lo trovavano facevano un gran chiasso.

- Ci sono i vostri uccellini, - dicevano allora le vecchine alla vecchia zia Ada,
con un po' d'invidia. 
E lei correva, per modo di dire, a passettini passettini, fino al
suo cassettone, scovava un biscotto secco tra il cartoccio del caffè e
quello delle caramelle all'anice e intanto diceva:

- Pazienza, pazienza, sono qui che arrivo.

- Eh, - mormoravano le altre vecchine,
- se bastasse mettere un biscotto sul davanzale per far tornare i nostri figli.

E i vostri, zia Ada, dove sono i vostri?

La vecchia zia Ada non lo sapeva più: forse in Austria, forse in Australia;
ma non si lasciava confondere, spezzava il biscotto agli uccellini e diceva loro:

- Mangiate, su, mangiate, altrimenti non avrete abbastanza forza per volare.

E quando avevano finito di beccare il biscotto:

- Su, andate, andate. Cosa aspettate ancora? Le ali sono fatte per volare.

Le vecchine crollavano il capo e pensavano che la vecchia zia Ada fosse un po' matta,
perché vecchia e povera com'era aveva ancora qualcosa da regalare e
non pretendeva nemmeno che le dicessero grazie.

Poi la vecchia zia Ada morì,
e i suoi figli lo seppero solo dopo un bel po' di tempo,
e non valeva più la pena di mettersi in viaggio per il funerale.

Ma gli uccellini tornarono per tutto l'inverno sul davanzale della finestra e
protestavano perché la vecchia zia Ada non aveva preparato il biscotto.



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Una super-coccola

Collana ad embroidery con agata bianca e cristallo di rocca creata da Lu.

Vi piace questo splendido gioiello?

E' semplicemente fantastico !

E' mio, mio mio...

L'avevo vinto al  gioco dei compleanni di Lu, ma non lo sapevo,perchè mi era sfuggito il suo post, non stavo bene.
Ieri lei gentilmente mi ha avvertita.

Grazie amica per la tua gentilezza, bravura e generosità ! 



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Marzo

Carissimi, mi sono ripresa bene dal disagio dei giorni scorsi.

Voi, con i vostri commenti affettuosi, avete allietato il mio compleanno.

E' stata una giornata serena all'insegna delle coccole... 

Vi stringo a me con uno speciale e sentito abbraccio e vi dico dal profondo del cuore:


 



 Benvenuto, marzo !

 Auguro a voi e a me tanta  salute, perchè

"quanno c'e` 'a salute c'e` tutto...
basta 'a salute e un par de scarpe nove
poi gira` tutto er monno..."


Il bene in noidiGiannaDesign byIole