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Auguri a tutti!



Mai disperare ...

 I miei auguri,  per il prossimo anno, sono racchiusi in questa bellissima canzone di speranza di Claudio Baglioni:

 "Strada Facendo"


io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi
insieme...

ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...

ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi
andar via...

strada facendo vedrai che non sei più da solo...

vedrai più amore, vedrai...

ma che cos'è che ci fa andare avanti e dire che
non è finita...

perché domani sia migliore...

perchè  domani tu... vedrai...

Ed io non sono più da sola.


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Una bella sorpresa


La cara Paola anche quest'anno, per Natale, mi ha fatto dei regalini che ho apprezzato molto.

Sull'albero spiccano una sciarpina-scaldacollo per me e una per la piccola Sara..

E,come portafortuna, due bellissimi cigni bianchi...

Grazie sorellina del tuo pensiero grandioso,abilmente creato con le mani e...con la testa.
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Ciao Stefano, ciao Stefania !


Auguri a chi porta questo nome!

Buona festa a tutti.


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A TUTTI , I MIEI PIU' SINCERI AUGURI



Se sei solo, se ti senti solo,  a Natale io sono con te.

Auguro a tutti salute, serenità e pace.


Buon Natale!

Agli ammalati va il mio pensiero speciale per un Santo Natale.

Condivido con loro gli auguri di speranza che ho ricevuto dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli :


... ma l’angelo disse loro: Non temete:
ecco, vi annuncio una grande GIOIA!

Auguriamo la vera Gioia del Natale
a tutti coloro che, in questo tempo già
così difficile, vivono l'ora più inattesa e sofferta,
quella della MALATTIA:
cari amici, il sorriso del piccolo GESU'
doni luminosa speranza alla vostra Notte!


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Dedicato ai miei amici veri








da Pps Greenforest

Grazie di cuore, amici!
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RICHIESTA - APPELLO

Cari amici, mi rivolgo a voi e al vostro buon cuore, per una richiesta particolare.

Un’amica mi ha chiesto di fare un appello sul mio blog, per trovare qualcosa che lei e suo marito non riescono a trovare, dopo aver provato a cercare anche in altre città…

Il figlio possiede un bruco azzurro in peluche e vorrebbe abbinarci una farfalla dello stesso colore azzurro-blu chiaro.

Se in questi giorni pre-natalizi, girovagando per i vari negozi,vi capitasse di trovarne una uguale o molto simile, potreste fare una foto anche con il vostro cellulare e mandarmela tramite e-mail, per verificare se potrebbe andare bene prima di acquistarla, per non spendere soldi in qualcosa di sbagliato...

Naturalmente vi sarà rimborsata l’intera spesa,

per il vostro tempo, invece, … beh, avrete fatto una buona azione... un gesto molto importante.

La farfalla è questa nella foto, solo che invece di essere verde, dovrà essere azzurra o blu-chiaro;  misura cm.43x30 circa.



Non importa che la troviate nel periodo natalizio, va bene anche successivamente.

Grazie a tutti voi per l’attenzione.

Radiosa domenica!



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NON E' CARINA QUESTA ?


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DATA DI OGGI


Condivido il post molto interessante del mio carissimo amico Antonio (Amicusplato) che commenta  perfettamente la  data di oggi.

Benché si tratti di semplici simboli numerici, i tre 12 della data odierna sono davvero molto significativi. E poiché questa terna è possibile solo agli inizi di ogni secolo, siamo anche fortunati nel poterla commentare dal vivo (o se volete, da vivi...).

Il 12 è un numero che indica completezza.

Dodici sono i mesi.

Dodici le ore del giorno (e della notte).

Dodici è la somma dei numeri 3-4-5, che costituiscono i lati del triangolo rettangolo dal quale Pitagora ricavò il suo celebre teorema, mediante “terne pitagoriche” [(3x2)2+(4x2)2=(5x2)2; (3x3)2+(4x3)2=(5x3)2;(3x4)2+(4x4)2=(5x4)2, etc. In altre parole, moltiplicando un qualsivoglia medesimo numero intero per la prima terna pitagorica (3-4-5), si ottengono sempre terne pitagoriche e quindi triangoli rettangoli. Pitagora attribuì questa straordinaria scoperta ad un’illuminazione divina, e considerò pertanto il 12 un numero sacro e simbolo di perfezione.

Il sistema duodenario (o dodicinale) è ancora usato come sistema metrico di lunghezza nei paesi anglosassoni.  In un piede ci sono dodici pollici: “there are twelve inches in one foot”.
Anche la monetazione ha avuto fino ad epoca moderna una misura dodicinale. Risale a Carlo Magno la divisione in lire, soldi e denari, con il soldo equivalente a 12 denari. La lira corrispondeva a 240 denari (20x12). Fino a pochi decenni fa questa divisione era ancora in vigore in Gran Bretagna.
Del resto i caratteristici termini inglesi eleven e twelve (così come, in Germania, elf e zwölf) ci dicono che la numerazione per quei popoli era anticamente in base dodici.
Anche da noi è rimasta la eco del sistema duodenario: classica è “una dozzina di uova” (non certo una decina di uova!) o una “dozzina di rose”, rosse magari...
La numerazione in base dodici è evidentemente legata al numero dei mesi, cioè alle lunazioni in un anno, e in Europa in particolare anche al computo romano delle ore diurne.

Dodici erano le tribù del popolo d’Israele; dalla prima di queste tribù, quella di Giuda, discende Nostro Signore Gesù Cristo, di cui stiamo per festeggiare proprio il 2012 anno della nascita.
Dodici erano gli Apostoli, sui quali Gesù Cristo ha fondato il “nuovo Israele”, cioè la Chiesa universale.

Dodici erano, nell’antica Roma, le “tavole” su cui furono per la prima volta scritte ed esposte nel Foro le leggi dello Stato: le leggi delle XII Tavole. Molti avranno presente la bella citazione che fa di una di esse il Foscolo, collocata come epigrafe nel carme “Dei sepolcri”: Deorum Manium iura sancta sunto (i diritti dei defunti siano sacri).
Anche Roma dunque, patria del diritto, aveva affidato al numero 12 (anzi, XII) la pienezza delle sue leggi.
Ma c’è un’altra città che è simbolicamente rappresentata da questo numero perfetto. E non siamo più in una città terrena, ma nella città del Cielo, nella Gerusalemme celeste, nel Regno di Dio.
........ 
Grazie, Antonio!......Buona e perfetta giornata a tutti!.



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DAI ...CHE RIDI


In una importante società napoletana cercano un nuovo responsabile dell’ufficio stampa.

Dopo diverse selezioni rimangono a contendersi il posto un milanese ed un napoletano.

Il responsabile del personale decide allora di sottoporli ad un ultimo test ed entrambi rispondono bene a 9 domande su 10.

Dopo una rapida valutazione il manager si avvicina al candidato napoletano e dice:

“Grazie del suo interessamento per la nostra società, ma abbiamo deciso di assumere il candidato milanese”.

Il candidato partenopeo un po’ sbigottito replica:

” E perché mai? Entrambi abbiamo risposto correttamente a 9 domande su 10 ed essendo questa una società napoletana ed io di Napoli dovrei essere io ad essere assunto”

E il manager :“ In effetti abbiamo preso la nostra decisione non tanto sulle risposte corrette quanto su quella incorretta”.

“E come può - domanda il candidato campano -una risposta sbagliata essere meglio di un’altra?”

Manager: “Semplice il candidato milanese alla domanda 7 ha risposto: Questa non la so.

Lei invece ha scritto : Neanche io”

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NON TI ARRENDERE






Mondopps

Mai arrendersi amici! 

Non sempre è facile, ma bisogna provare, insistere,

 perchè solo così si vive...


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8 DICEMBRE : FESTA DELL' IMMACOLATA


Preghiamo insieme Maria,
 la  
Mamma Celeste



Madonnina, noi confidiamo in te!

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Patente ritirata


Ho preso una multa per eccesso di velocità.
Non mi era mai successo prima, lo giuro!

Penso di esser l'unico al mondo ad aver preso una multa senza il consueto rilevamento da laser, autovelox et similia

. I fatti si sono svolti in questo modo:

Mi ha fermato la polizia stradale.
Mi hanno chiesto i documenti...
Hanno guardato nella mia macchina... e mi hanno ritirato la patente !
Così, senza nessuna spiegazione, mi hanno ritirato la patente e basta !!!
Poi sono andati nella loro auto a prendere la macchina fotografica...
Sono tornati da me, hanno scattato due foto, ed ora sostengono di avere la prova tangibile dell'eccesso di velocità...
Incredibile!!!

Spero che il giudice non ritenga rilevante questa cosiddetta prova...

http://www.madvero.it/aneddoti/addiopatente.asp


Qual è la prova?

Pensaci e poi vai sotto a controllare















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SOLIDARIETA' PER I BIMBI SOLI


Ricordate il post "Voleva una mamma"?

Qui di seguito si parla di numeri di bambini in stato d'abbandono e come, con poco, noi potremmo aiutarli.

Ho saputo di questa nobile e lodevole iniziativa, leggendo il  post di Pino Palumbo

Dal 2 al 23 dicembre un SMS al 45505 per sostenere l’infanzia abbandonata

Sono 168 milioni i bambini che oggi nel mondo crescono soli, abbandonati, senza una famiglia (stime Unicef). Un numero allarmante, che aumenta ogni anno di 5 milioni e che classifica l’abbandono minorile come la quarta emergenza umanitaria.

In Italia, oggi, sono circa 34 mila i bambini in stato di abbandono e l’esperienza maturata da Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini evidenzia che, nonostante siano tante le coppie desiderose di accogliere un bambino, le richieste di Adozione Nazionale nel nostro Paese sono scese da poco più di 16.000 a circa 10.600 nell’arco di tempo 2006-2010; quelle per l’Adozione Internazionale sono precipitate dalle 6.273 del 2006 alle 3.179 del 2011. Sul fronte dell’Affido: dei 35.000 bambini che oggi si stima vivano fuori dalla famiglia, solo 7.000 vivono presso genitori affidatari, circa altrettanti sono accolti da parenti e oltre metà del totale in comunità.

La raccolta fondi è dedicata a sostenere il sistema di affido, in Italia e in Kosovo, tramite il supporto alle Case Famiglia.

Testimonial della campagna è Max Laudadio, inviato di Striscia la Notizia e amico di Ai.Bi. da diversi anni. Oltre a firmare la regia dello spot TV e a prestare gratuitamente la sua immagine e la sua voce per la campagna di comunicazione, Max ne è il protagonista: ha ideato insieme all’Associazione l’intera campagna, spendendosi in prima persona e schierandosi in prima fila a sostegno del progetto.




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E DICEMBRE E' ARRIVATO

Quando si sta bene, il tempo vola!
















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VOLEVA UNA MAMMA

All'inizio del mese di dicembre desidero farvi conoscere il toccante raccontino di Pierpaolo Orefice:"La cassetta dei pomodori", per riflettere sui veri valori della vita.

Un bambino, e chissà quanti altri come lui, esprime un desiderio:

 per Natale desidera ricevere un dono speciale, la cosa più importante del mondo:

AVERE  UNA  MAMMA

La pps da cui ho estratto le foto è qui


In Italia ci sono più di ventimila minori tra neonati, bambini e ragazzi ospiti da strutture di accoglienza.Solo uno su cinque viene assegnato con adozione o affido.

"Cavolo di nuovo il Natale", pensava Christian, quando si avvicinavano le feste.

"Deve venire per forza tutti gli anni?"

Ogni volta, verso dicembre, chiudeva gli occhi e sperava che qualcuno gli comunicasse che erano sospesi tutti i festeggiamenti natalizi.

Niente regali, niente letterine a Babbo Natale. Tanto per lui era inutile.

Erano ormai tre anni, da quando aveva imparato a scrivere,che chiedeva a quel vecchio signore con la barba bianca un regalo speciale...

...la cosa più importante del mondo

UNA MAMMA

Non ne aveva mai avuto una.Quella che lo aveva partorito, lo aveva abbandonato vicino ad un ospedale...

...disteso in una cassetta, una di quelle per i pomodori.

A volte pensava che sarebbe stato meglio per lui essere un pomodoro.
Avrebbe allietato il pranzo di qualcuno, per poi sparire per sempre dopo la digestione.

Voleva una mamma, una vera, tutta per lui.

Insieme agli altri bambini viveva bene, era felice. Erano tutti simpatici, giocavano insieme, facevano i compiti, si divertivano.

Eppure lui desiderava una mamma.

Ogni volta che ci pensava, nel suo lettino azzurro, immaginava come sarebbe stata: alta,bassa,bionda, bruna.


Poi si diceva che voleva semplicemente una mamma che gli volesse bene, come una mamma vuole bene al suo bambino.

A me la mamma  è mancata molto e mi manca  ancora ora.
E' volata in cielo quando avevo cinque anni. 
Sono stata cresciuta da una seconda mamma che mi ha voluto comunque bene.

Racconto completo
 "Cavolo, di nuovo il Natale", pensava Christian ogni anno, quando si avvicinavano le feste. "Deve venire per forza tutti gli anni?" Ogni volta, verso Dicembre, chiudeva gli occhi e sperava che qualcuno gli comunicasse che erano sospesi tutti i festeggiamenti natalizi. Niente regali, niente letterine a Babbo Natale. Tanto per lui era inutile. Erano ormai tre anni, da quando aveva imparato a scrivere, che chiedeva a quel vecchio signore con la barba bianca un regalo speciale, la cosa più importante del mondo: una mamma. Non ne aveva mai avuto una. Quella che lo aveva partorito, lo aveva abbandonato vicino ad un ospedale, disteso in una cassetta, una di quelle per i pomodori. A volte pensava che sarebbe stato meglio per lui essere un pomodoro. Avrebbe allietato il pranzo di qualcuno, per poi sparire per sempre dopo la digestione. Voleva una mamma, una vera, tutta per lui. Insieme agli altri bambini viveva bene, era felice. Erano tutti simpatici, giocavano insieme, facevano i compiti, si divertivano. Quella grande, bellissima famiglia, non gli faceva mancare niente. Eppure lui desiderava una mamma. Ogni volta che ci pensava, nel suo lettino azzurro, immaginava come sarebbe stata: alta, bassa, bionda, bruna. Poi si diceva che voleva semplicemente una che gli volesse bene, come una mamma vuole bene al suo bambino. Non gli importava l'altezza, il colore dei capelli, degli occhi. In casa famiglia tutti gli volevano bene, ma l'amore di una mamma è speciale. Lui lo sapeva, anche se non l'aveva mai provato. Lo immaginava come un dolce profumo di fragole, che gli arrivava al naso ogni volta che sognava il giorno in cui sarebbe si sarebbe avverato il suo desiderio. Anche quell'anno, inesorabile, il Natale era alle porte, e Christian aveva scritto la sua solita, densa, bellissima lettera piena di speranza. La mattina del 25, in casa famiglia, tutti i bambini correvano verso l'albero, alla ricerca del regalo richiesto. Quello di Christian era in una piccola scatola, avvolta in una carta rossa. Appena vide il nome sul pacchetto, i suoi occhi si fecero lucidi. Gli veniva da piangere. Sicuramente non era il regalo che voleva. "Come fa una mamma ad entrare in una scatola così piccola?", diceva tra i denti, stringendo le mascelle il più possibile per non scoppiare in un mare di lacrime. Aprì la scatola rossa, rassegnato ad un altro regalo bello ma inutile. C'era una bottiglia, con dell'acqua dentro. Un profumo. Lo avvicinò alle narici. Profumo di fragole. In un attimo quell'odore ricacciò indietro le migliaia di lacrime pronte a scivolare lungo le sue guance. "Forse questo è il mio Natale", pensò Christian. Stava arrivando qualcuno, con una mano di fragole, a raccogliere la cassetta dei pomodori.

Pierpaolo Orefice

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