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CELLULARE IN CLASSE ?


Libri,quaderni,penne,matite,diari e,ovviamente...telefonino.

"No,quello no!" Tuonano professori,presidi e genitori.
Niente di nuovo,direte voi : In Italia c'è addirittura una legge che vieta ai minori di essere intestatari di una utenza telefonica.

Ma la tentazione resta forte e negli zaini i "cell" pullulano,persino in quelli dei piccoli delle elementari,perchè con il telefonino ormai si fa di tutto.
Si digita sotto il banco per "chattare" con gli amici a colpi di sms,si gioca,si realizzano foto e filmati.

Capitano anche purtroppo fenomeni di bullismo in cui le "imprese" vengono immortalate nelle immagini e poi fatte circolare come trofei tra amici e compagni.

I cellulari,dunque,meglio lasciarli a casa e se proprio non se ne può fare a meno,vannmo tenuti rigorosamente spenti.

I professori,per primi,dovrebbero dare l'esempio.

In classe,infatti,il telefonino distrae,spostando l'attenzione dei ragazzi su una comunicazione diversa da quella principale che viene dall'insegnante.

E poi consente un'ulteriore fuga dalle regole sociali e dai confini imposti,almeno per alcune ore,dalla scuola.

Bando ai telefonini in aula,dunque,senza demonizzazioni ma con fermezza e facendo attenzione anche ai furbetti che ne portano addirittura due : uno per l'eventuale "sequestro" da parte dei professori e l'altro per continuare indisturbati a farsi i propri affari.
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C'ERA IL TELEFONO CON IL FILO...


Se la tua età è più vicina ai 40 che ai 15,la tua formazione sentimentale,come la mia del resto,si sarà sviluppata più che attorno ad un piattissimo cellulare grigio-argento davanti a un telefono a ruota in bachelite beige.
Quando i cellulari non c'erano,il biondino della 4^ B te lo dovevi andare in giro a cercare,e se volevi fare tu il primo passo,il numero te lo dovevi trovare nell'elenco telefonico,risalendo come una spia russa al nome del padre,sperando che l'intestataria non fosse la madre.
Adesso la baldanza comunicativa femminile è ai massimi livelli: non abbiamo più tempo e voglia di aspettare.
Se un uomo ti piace e hai il suo numero,gli mandi con leggerezza un sms con faccine
sorridenti e baci freschi di giornata.
Sono un tipo nostalgico,ma di quel periodo in cui il corteggiamento era più lento e rocambolesco c'è una cosa che non mi manca: il duplex della mia amica,che divideva la linea con una sua coetanea che passava ore a scambiarsi ricette.
Trovare il suo numero libero in realtà non è più facile ora,in quanto è finita vittima delle "promozioni"; ha 4 schede,tariffe per tutti,solo notte,solo giorno,solo weekend.
Ed è finita anche con l'unico uomo che ama stare al telefono a parlare del niente e che non si limita,come la maggior parte dei maschi,a monosillabi e lapidari "dai,ne parliamo dopo",per finire nella peggiore delle frasi telefoniche:"Sto arrivando,butta la pasta"...


Il bene in noidiGiannaDesign byIole