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Immane tragedia


Sarete sicuramente a conoscenza del dramma che ha colpito il Nepal, in seguito al violento terremoto di sabato scorso, 25 aprile.

Le scosse telluriche continuano e morti e distruzioni non si possono quantificare...

 Io prego... e invito anche voi a farlo.



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Solidarietà agli Emiliani

La natura si è scatenata in Emilia:

Ieri tromba d'aria e...

chicchi di grandine grandi come uova


Stamattina terremoto nelle stesse zone...


Cari amici Emiliani, vi sono vicina con le preghiere.

Non sentitevi soli!
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VIVA LA SOLIDARIETA'

Tra le tante iniziative di solidarietà ai terremotati emiliani, questa mi ha profondamente commossa, perchè parte da Solofra,  mio paese natio.

Solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma, al via l'operazione "Solofra per l'Emilia"
Avviata una raccolta di generi alimentari e beni di prima necessità

Manifesto
Manifesto
(Manifesto "Solofraxemilia")
(Foto: Irpiniareport)

E' partita a Solofra la gara della solidarietà nei confronti di chi è stato colpito dal sisma in Emilia.
A pochi giorni dalla terribile seconda ondata di terremoto che ha colpito le popolazioni del modenese e del ferrarese, la cittadinanza solofrana si è attivata in una pioggia di donazioni, iniziative spontanee, post su Facebook, passaparola, catene di e-mail. Su input dell'associazione Playground Zone, prenderà il via questo pomeriggio e fino a sabato 2 giugno l'iniziativa "Solofra per l'Emilia".
I volontari del movimento, coadiuvati dall'assessore Tommaso Ruggiero, sulla scorta dell'analoga iniziativa messa in atto per per popolazioni abruzzesi, terranno una raccolta di generi alimentari e beni di prima necessità presso tutti i supermercati di Solofra. Inoltre, a partire dalle ore 16:30 di giovedì 31 maggio sarà attivo in viale Principe Amedeo un punto-raccolta a disposizione di quanti vorranno contribuire liberamente all'iniziativa benefica. Il torpedone e tutto il ricavato dalla due giorni di raccolta partirà alla volta dell'Emilia nella nottata di sabato.
"Per quest'importante iniziativa - scrivono i volontari di Playground - abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti i nostri concittadini e di tutte le altre associazioni presenti sul territorio. Ci appelliamo al buon cuore dei solofrani che conoscono bene cosa voglia dire la parola terremoto". Per ulteriori informazioni è attivo il numero 3483792278. Questi i beni necessari: latte (a lunga conservazione), biscotti/merendine, pasta/riso, scatolame/tonno/legumi, zucchero, sugo/confetture, the/caffe, olio, acqua, tutto il cibo che non deve essere tenuto in frigo e a lunga conservazione, assorbenti donne/anziani, pannolini bambini, sapone/bagnoschiuma/shampoo, dentifricio, spazzolini da denti, spazzole capelli, carta igienica, giocattoli, materiale per la prima infanzia, latte in polvere, omogenizzati, tettarelle/coppette/salviettine, vestiti e scarpe per uomo/donna/bambino/anziano, intimo (nuovo e sigillato), coperte/ lenzuola, cibo per celiaci.

Grazie, solofrani!
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GENTILE SIG. TERREMOTO ...

LETTERA AL TERREMOTO
pubblicata da  Rosalba Mele  il giorno giovedì 31 maggio 2012 alle ore 7.42 ·

Gentile Sig. Terremoto,

c'è una cosa che non hai capito della mia terra, ora te la racconto:

Per chiamarci non basta una parola sola : Emilia Romagna, Emiliano Romagnoli, ce ne vogliono almeno due; e anche un trattino per unirle, e poi non bastano neanche quelle.

Perché siamo tante cose, tutte insieme e tutte diverse, un inverno continentale, con un freddo che ti ghiaccia il respiro, e una estate...... tropicale che ti scioglie la testa, e a volte tutto insieme come diceva Pierpaolo Pasolini, capaci di avere un inverno con il sole e la neve, pianure che si perdono piatte all’orizzonte, e montagne fra le più alte d’italia, la terra e l’acqua che si fondono alle foci dei fiumi in un paesaggio che sembra di essere alla fine del mondo.

Città d’arte e distretti industriali, le spiagge delle riviere che pulsano sia di giorno che di notte, e spesso soltanto una strada o una ferrovia a separare tutto questo; e noi le viviamo tutte queste cose, nello stesso momento, perché siamo gente che lavora a Bologna, dorme a Modena, e va a ballare a Rimini come diceva Pier Vittorio Tondelli, e tutto ci sembra comunque la stessa città che si chiama Emilia Romagna.

Siamo tante cose, tutte diverse e tutte insieme, per esempio siamo una regione nel cuore dell’Italia, quasi al centro dell’Italia, eppure siamo una regione di frontiera, siamo anche noi un trattino, una cerniera fra il nord e il sud, e se dal nord al sud vuoi andare e viceversa devi passare per forza da qui, dall’Emilia Romagna, e come tutti i posti di frontiera, qualcosa da ma qualcosa prende a chi passa, e soprattutto a chi resta, ad esempio a chi è venuto qui per studiare a lavorare oppure a divertirsi e poi ha decido di rimanerci tutta la vita… in questa terra che non è soltanto un luogo, un posto fisico dove stare, ma è soprattutto un modo di fare e vedere le cose.

Perché ad esempio qui la terra prende forma e diventa vasi e piastrelle di ceramica, la campagna diventa prodotto, e anche la notte e il mare diventano divertimento, diventano industria, qui si va, veloci come le strade che attraversano la regione, così dritte che sembrano tirate con il righello.

E si fa per avere certo, anche per essere, ma si fa soprattutto per stare, per stare meglio, gli asili, le biblioteche, gli ospedali, le macchine e le moto più belle del mondo.

In nessun altro posto al mondo la gente parla così tanto a tavola di quello che mangia, lo racconta, ci litiga, l’aceto balsamico, il ripieno dei torellini, la cottura dei gnocchini fritti e della piadina e mica solo questo, sono più di 4000 le ricette depositate in emilia romagna; ecco la gente lo studia quello che mangia, perché ogni cosa, anche la più terrena, anche il cibo, anche il maiale diventa filosofia, ma non resta lassù per aria, poi la si mangia. se in tutti i posti del mondo i cervelli si incontrano e dialogano nei salotti, da noi invece lo si fa in cucina, perché siamo gente che parla, che discute, che litiga, gente che a stare zitta proprio non ci sa stare, allora ci mettiamo insieme per farci sentire, fondiamo associazioni, comitati, cooperative, consorzi, movimenti, per fare le cose insieme, spesso come un motore che batte a quattro tempi, con una testa che sogna cose fantastiche, però con le mani che davvero ci arrivano a fare quelle cose li, e quello che resta da fare va bene, diventa un altro sogno.

A Volte ci riusciamo a volte no, perché tante cose spesso vogliono dire tante contraddizioni. Che spesso non si fondono per niente, al contrario non ci stanno proprio, però convivono sempre.

Tante cose tutte diverse, tutte insieme, perché questa è una regione che per raccontarla un nome solo non basta.
Ora ti ho raccontato quello che siamo, non credere di farmi o farci paura con due giri di mazurca facendo ballare la nostra terra, io questa terra l’amo e come mi ha detto una persona di Mirandola poche ore fa… questa è la mia casa e io non l’abbandonerò mai.
 [Marco Barbieri - San Giovanni in Persiceto (BO)
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SOLIDARIETA' ai terremotati dell'Emilia

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La terra continua a tremare in Emilia


Un'amica blogger mi scriveva già ieri:

"...ora tutta l'Emilia è in ginocchio...ed io sono nell'epicentro!
La paura è all'ordine del giorno...scosse...anche 20 distribuite nell'arco della giornata...paura, infinita...e la televisione ne fa cenno alla sua maniera! ;(
...5000/6000 persone che non hanno casa e nemmeno lavoro, ospedali, carceri, negozi...tutto chiuso...non urliamo, non creiamo confusione, non imprechiamo...si sente solo l'urlo del terremoto..."

Nel primo pomeriggio di oggi un' altra forte scossa
Diamo conforto e sostegno con la nostra vicinanza e dimostrazioni d'affetto agli amici sconvolti.
Rincuoriamoli.

Dal canto mio assicuro preghiere.

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Solidarietà ai terremotati dell' Emilia

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Ennesimo disastro



Un delicato affresco musicale per ricordare le vittime dello spaventoso terremoto in Turchia.



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IL GIAPPONE TREMA



Terremoto devastante in Giappone.

Leggi qui
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TERREMOTO IN CINA


Sono profondamente addolorata!
Solidarietà e preghiere per i colpiti...


Terremoto devastante in Cina:400 morti e 10mila feriti
La scossa è stata di magnitudo 6.9 sulla scala Richter (7.1 per l'Istituto di geofisica cinese).

Il sisma è stato registrato alle 7.49 ora locale, poco prima dell'una di notte in Italia, ed è stato seguito da tre forti repliche. L'epicentro è stato individuato a circa 380 chilometri a sud-sudest della città di Golmud, a una profondità di 46 chilometri, ha indicato l'Istituto di geofisica americano.

Più dell'85% degli edifici situati vicino all'epicentro, nella zona di Yushu, è crollato , secondo l'agenzia Nuova Cina, che cita un altro responsabile del governo locale. Una scuola professionale si è sgretolata e "molto studenti sono stati sepolti dalle macerie", ha aggiunto. "I feriti sono ovunque nelle vie, molta gente è ricoperta di sangue", ha detto questo responsabile cinese. La zona colpita dal terremoto, non lontana dalla regione autonoma del Tibet, accoglie circa 80.000 persone ed è ad alto rischio sismico : è abitata soprattutto da contadini e nomadi di etnia mongola e tibetana e dispone di importanti riserve di carbone e piombo.

La televisione ufficiale CCTV ha mostrato le prime immagini dei soldati impegnati nelle attività di soccorso ai sopravvissuti. "Dobbiamo contare soprattutto sulle nostre mani per spostare le macerie, non disponiamo di grossi mezzi", ha spiegato il responsabile della polizia incaricata delle operazioni. "Non abbiamo neppure grande equipaggiamento medico", ha sottolineato, mentre le autorità provinciali hanno annunciato l'invio di 5.000 tende e decine di migliaia di capi d'abbigliamento. (Apcom)

VIRGILIO NOTIZIE
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TERREMOTO : GRIDO DI DOLORE DI UN PADRE IN UNA LETTERA



Caro Domenico, Cara Maria Paola



Stamattina, come ogni mattina da un anno ormai,ho creduto, nel mio dormiveglia di sentire i rumori di una famiglia felice: porte che si aprono, l'odore del caffè che arriva dalla cucina, il libro che non si trova, l'ultimo ripasso prima dell'interrogazione, e poi l'uscio che si chiude, le portiere della macchina che sbattono, l'inizio di un nuovo giorno pieno di affanni, ma anche di gioie e fiducia nel futuro.
Da un anno non sento piu' rumori, se non quello del tuffo al cuore quando, come se non volessi arrendermi all'evidenza, scopro che le vostre camerette non ci sono piu', che là, sotto quelle macerie avete lasciato i sogni, le vostre cose, il cellulare per inviare i messaggi agli amici, il computer per studiare e per chattare, il diario con l'annotazione di un pensiero, di un appuntamento, di una festa alla quale non poter rinunciare.
Quella notte di un anno fa, eravamo tutti in quella casa che credevamo la piu' bella e sicura del mondo.
Ero io che ve lo avevo fatto credere e voi di papà avevate fiducia. Io ho tradito la vostra fiducia.
Quando tu Maria Paola, all'una di quella notte maledetta mi hai detto: papà, qui moriamo tutti, io ti ho rassicurato e ho segnato il tuo triste destino.
Quel grido alle 3.32 è arrivato dalla cameretta di Domenico non era "Aiuto, aiuto".
Era "Papà, papà". Quella notte non sono stato capace di salvarvi, mi sono arreso di fronte a una montagna di macerie, alla polvere che bloccava il respiro, all'incubo del quale non riuscivo a vedere i contorni.
Mentre voi ci lasciavate, papà e mamma erano lì, in pigiama a cercare l'impossibile, a fare nulla, perchè nulla c'era da fare, nemmeno piangere e gridare.
Noi eravamo vivi, io che vi avevo costruito una bara di sassi ero vivo e non so ancora spiegarmi perchè. In questi mesi tanto si è parlato dei crolli e delle responsabilità.
Io ho avuto la grande colpa di fidarmi di chi ci rassicurava, come voi vi siete fidati i me.
Ma della vostra morte sono il primo colpevole: non cerco alibi o giustificazioni anche se mi aspetto anch'io che la giustizia degli uomini faccia chiarezza fino in fondo e stabilisca se prima del sisma ci siano state leggerezze, superficialità, incompetenze.
Per quanto mi riguarda chi ha scelto di farmi restare vivo, mi ha condannato senza appello: non sono morto quella notte, me ne andrò pian piano fra i dubbi, i rimorsi, i sensi di colpa.
Voi non meritavate di morire così. Io forse non meritavo di restare in questo mondo.
Oggi un anno dopo, il dolore è piu' forte che mai.
Ogni volta che vi penso, e lo faccio ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, per prima cosa vi chiedo perdono. Due giorni fa, da solo come sempre, sono venuto a farvi visita al cimitero.
Ho trovato tanti fiori e piccoli oggetti che vi hanno regalato i cugini e gli amici. E' stato l'unico momento in cui ho sorriso: non vi hanno dimenticato e questa per me è la piu' grande consolazione.
In questo anno sono andato in tante scuole a parlare con ragazzi che hanno piu' o meno la vostra età. In ognuno di loro ho visto i vostri volti.
Davanti alla tua foto, cara Maria Paola, spesso non reggo all'emozione. Quel tuo sguardo quando eri ancora fra noi, per me era il tuo modo per approvare o disapprovare una cosa che avevo detto o fatto. Per me contava solo quel tuo giudizio ed ero certo che mi avresti accompagnato negli anni del tramonto regalandomi tanti momenti sereni senza mai essere invadente, senza mai chiedere nulla, sapendo che su tuo padre ci potevi contare ed io potevo contare su di te. Ricordo il giorno quando fra me e te è come se fosse scoppiata una scintilla. Tu sai che io non sono mai stato un padre da bacetto della buona notte. E di questo, credimi, non me ne trovo pentito. Non ho mai sentito il bisogno di dirti ogni secondo che ti volevo bene, tu sapevi che te ne volevo e questo bastava a entrambi. Nel maggio del 2007 io e mamma ci siamo presi una bella paura. Ti era spuntata una piccola ciste sul collo.Per più di tre mesi abbiamo cercato di capire se fosse o meno una cosa grave. Alla fine i medici ci hanno rassicurato ma hanno anche consigliato di toglierla. Era in una posizione molto delicata,l'intervento chirurgico è durato più di tre ore. Siamo stati con il fiato sospeso. Quando ti hanno riportata in camera è iniziato il risveglio dall'anestesia. Tu tremavi di freddo e pronunciavi frasi sconnesse. Io ero lì vicino a te e non riuscivo a bloccare l'ansia. Allora ho fatto un gesto fra i piu' normali del mondo, ho preso la tua mano sinistra e l'ho stretta forte. Ho visto che ti sei tranquillizzata, mi hai fatto un sorriso.Ti ho chiesto:Come stai?Bene, mi hai risposto. Non era vero ma credo che tu l'avessi detto perchè ti sei sentita sicura e protetta. Come ti sentivi sicura e protetta quella notte, e io ho tradito la tua fiducia.Pochi giorni prima del terremoto mi avevi chiesto: perchè un giorno non ci facciamo una passeggiata?? Nella tua voce c'era una sottile ironia. Sapevi che anche per fare poche centinaia di metri prendevo la macchina. Eppure quella passeggiata che non ho fatto con te è uno dei tormenti delle mie notti.
Quando tutto fila liscio sembra che non ci sia mai tempo per fare le cose importanti.Poi, quando le cose importanti ti vengono a mancare ti accorgi di quanto era vuota la tua vita mentre inseguivi il nulla correndo di qua e di là come una trottola.
C'era un sogno nella mia vita che non ti ho mai confessato anche se a volte abbiamo parlato anche dei nostri piccoli segreti. Spesso quando ero in macchina mi piaceva ascoltare una canzone che parlava di un padre che porta la figlia all'altare nel giorno del suo matrimonio. Ecco quella era la cosa che mi avrebbe fatto felice. Sognavo quel momento- magari fra 10 o 20 anni-sarebbe stato uno dei giorni più belli della tua vita, ma lo sarebbe stato ancora di più per me. Quel giorno non arriverà e il nastro registrato con quella canzone è finito sotto le macerie insieme a tutto il resto.
Domenico, è difficile parlare di te solo come un figlio. Guardandoti crescere, e ormai eri diventato un ragazzone, rivedevo me con le mie timidezze, le mie paure, ma anche con un senso forte della famiglia, di un progetto da costruire insieme. Sai quante volte in questo anno
ho pensato ad una frase che mi dicevi sempre quando tornavi da scuola e mi trovavi seduto sul divano con l'aria un pò corrucciata: " che hai fatto papà, di che ti lamenti, hai due figli bellissimi" e con un pò di autoironia:"soprattutto il maschietto".
Ti ricordi quando, tu ancora piccolo, ci azzuffavamo sul letto anche se in realtà lo facevamo piu' per abbracciarci e stare un pò insieme per condividere momenti sereni. E poi per anni, ogni sera, prima di andare al letto sempre lì, a misurare quanto eri cresciuto.
Pochi mesi prima del terremoto avevi esultato:"sono piu' alto di te." Io ti ricordavo quando, a pochi mesi di vita, ti tenevo tutto su un solo braccio.Ora non ce l'avrei fatta nemmeno a tenerti sulle spalle. E tu che mi dicevi: Sarò il bastone della tua vecchiaia. Io a risponderti scherzando: "Si in testa me lo darai il bastone." Nel 2008, l'ultimo anno della nostra vita, a Maggio si svolse come sempre la festa parrocchiale. Tuo nonno Domenico, doveva"portare" la statua della Madonna delle Grazie. Tutti i portatori devono indossare la "divisa" della congregazione.Quel giorno tutti e tre avevamo quella "divisa" e ci facemmo fotografare insieme davanti all'immagine lignea della Vergine: quella foto oggi la conservo come una reliquia, in quella foto c'è il mio sogno infranto. E c'è tutta la mia solitudine.
Tu ricordi???? Avevamo creato insieme un posto dove stare tranquilli: era la nostra biblioteca.
Avevi contribuito a catalogare tutti i libri. Ormai erano a quota 5000. Quante sere passate ad arricchire il nostro sito Internet sulla storia di Onna. Non sapevamo che quelle fotografie che avevi scattato a febbraio sarebbero finite sul libro dedicato a te, a Maria Paola, a papà Domenico ai miei Onnesi, che quella notte se ne sono andati per sempre.
Quella era la nostra vita. Poi è arrivata la scossa e tutto è finito.Oggi quando mi chiedono quali sono gli obiettivi della mia esistenza rispondo che siete sempre e comunque Voi. Nessuno potrà ricostruire la mia vita e la nostra famiglia. Ma nessuno potrà cancellare dalla mia mente il vostro ricordo. Anche se questo per me significa senso del vuoto,pianto, angoscia, respiro che si ferma.
Io non sò se voi mi avete perdonato. So che comunque ho un impegno nei vostri confronti e di tutti quelli che sono morti. Voglio che i nostri luoghi vengano ricostruiti. Non per me. Io ho poco da chiedere al futuro. Quei luoghi però, noi li avevamo ereditati. Dobbiamo restituirli a chi tornerà a viverci e dovranno essere più belli e soprattutto più sicuri. Lo dico con una rabbia che si fa amarezza: nessun genitore dovrà soffrire come stò soffrendo io. Nessuno deve più morire sotto le macerie come voi, Domenico e Maria Paola e come le altre 306 persone. Ora, mentre chiudo questo scritto, con le lacrime agli occhi, ho una grande voglia di abbracciarvi.
Non posso, perchè non ci siete. Ma voglio dirvi che se il mio dolore è così grande, è perchè era grande la gioia che mi avete dato, in fondo sono stato fortunato ad avere due figli come Voi.


Ciao dal vostro Papà.
Fino all'ultimo giorno.
Fino all'ultimo respiro.


Giustino Parisse
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L' ENNESIMA CATASTROFE

TERREMOTO CILE: 300 I MORTI

ULTIMORA:
TERREMOTO CILE: 300 I MORTI
TERREMOTO IN CILE: 300 I MORTI, CENTINAIA DI MIGLIAIA GLI SFOLLATI
TERREMOTO IN CILE: SONO 300 I MORTI E CENTINAIA DI MIGLIAIA GLI SFOLLATI
28/02/2010 – Gli effetti del terremoto si propagano a tutto il pacifico. Oltre 300 morti, il numero dei feriti è imprecisato. Si scava tra le macerie in cerca di sopravvissuti. Lo tsunami ha colpito già le isole Hawaii mentre onde alte tre metri si abbattono sulle coste del Cile. Sono almeno 300 fino a questo momento i morti ufficiali nel catastrofico terremoto che ha devastato il Cile, dopo la prima scossa di terremoto di ieri che ha sfiorato la magnitudo 9 della scala Richter.
Centinaia di migliaia sono gli sfollati mentre le tende a disposizione per accogliere gli sventurati senza tetto sono ancora un numero esiguo. Obama si è detto subito pronto ad aiutare la popolazione e le onde di tsunami stanno per arrivare perfino in Giappone.

Ad Honolulu gli abitanti sono invitati a lasciare con alimenti per 5 o 6 giorni l’isola per l’arrivo dello tsunami che potrebbe essere devastante, anche se all’una di notte, ora locale, circa è stato revocato l’allarme e l’emergenza potrebbe rivelarsi solo una grande paura.

Lo tsunami ha già raggiunto le coste del Giappone ma con un impatto al momento considerato debole. Nell'arcipelago di Ogasawara, ad oltre mille chilometri da Tokyo, in pieno Oceano Pacifico, l’onda di tsunami sembra toccare massimo un’altezza di 10 centimetri circa.

Le autorità giapponesi hanno ordinato – tuttavia - l'evacuazione di oltre 11.000 abitazioni lungo la costa nord dell'isola di Honshu. Praticamente a tutti gli abitanti di quell’area a rischio è stato ordinato lo sgombero. La previsione il timore sono che lo tsunami possa produrre onde di oltre 3 metri, nelle prefetture di Aomori, Iwate e Miyagi: 6.400 case nella storica città di Kamaishi (Iwate), 500 ad Aomori e 4.279 lungo la costa vicino a Sendai. Fino ad ora le persone evacuate sono circa 56.000.

E intanto, come ripetiamo, dopo che le prime onde di tsunami hanno colpito le Hawaii con una forza quasi irrisoria rispetto a quella temuta, il Centro di controllo americano ha revocato l’allarme anche se restano le condizioni di allerta e la popolazione è invitata ad informarsi costantemente sull’andamento delle cose.

La Protezione civile cilena ha confermato il numero dei morti, che sono oltre 300 e almeno 2 milioni le persone sinistrate. Lo tsunami previsto ha colpito la costa cilena centrale, abbattendosi con violenza sul porto di Talcahuano. Lo tsunami – invece - ha risparmiato le Hawaii, ed è arrivato sulle coste del Giappone con un impatto debole. Ora lo tsunami è atteso in Russia, dov’è allarme e sono state ordinate evacuazioni. La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno offerto il loro aiuto al governo cileno.

Dopo la prima scossa di magnitudo 8.8 Richter alle 3.34 locali, altre 45 scosse telluriche si sono abbattute sul Cile nelle 11 ore successive. Nella mappa pubblicata da Usgs, sei scosse sono state registrate in mare aperto. La maggior parte hanno colpito le zone di Maule (nei pressi di Concepcion), Bio-Bio, Valparaiso, Aracaunia. Alle 12.09 locali una scossa di magnitudo 5.2, la 37/a della serie, e' stata registrata nella 'Regione Metropolitana' di Santiago, a 75 chilometri a sudovest della capitale.

Nebrodi e dintorni


Un'altra catastrofe, ma che sta succedendo?
Sono profondamente addolorata.
Si sta avvicinando davvero la fine del mondo?
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HAITI


Si agita la terra
tra il silenzio di una notte
che scivola nel letto della primavera.
Urla nel buio
accendono il terrore
mentre il cupo rombo implode
sull'inerme popolo.
Cedono le vecchie mura
tra sipari di lacrime
e l'agonia di chi spera
di ritrovare la luce.
Tutto è polvere
tra i vagiti di un'alba
che chiama aiuto
mostrando coraggio.
Mani volenterose
lavorano senza tempo
offrendo umiltà
e una speranza fra gli occhi
di chi non trova la sua identità.
Siamo nudi e impotenti
di fronte alla natura che grida
la sua verità
inghiottendo ricordi
e pagine d'amore.
Stringiamoci a loro
aiutiamoli a rinascere
ci sono mani tese verso il sole
nel canto di un'anima
che brucia di dolore
fra sussulti di rabbia.
Il viaggio sarà lungo
ma la vita del domani
ripagherà i nostri attimi
con un gesto di bontà
che ci ricambierà.

Massimo Verrina

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LUTTO

SILENZIO E PREGHIERE PER LE VITTIME E I COLPITI AD HAITI
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TERREMOTO IN PIEMONTE


SCOSSA DI TERREMOTO A TORINO

TORINO - Una scossa di terremoto di magnitudo di 3,9 è stata nettamente avvertita alle 14.39 dalla popolazione del Torinese e della zona di Alba, in provincia di Cuneo. L'epicentro è stato localizzato tra Asti e Torino, nella zona di Bra. Secondo i primi dati forniti dalla Protezione civile, i comuni maggiormente interessati sono Bra, Sanfrè e Pocapaglia, tutti in provincia di Cuneo. Dalle prime rilevazioni non risultano danni. Tanta però la paura e numerosissime le chiamate ai vigili del fuoco.

A Torino la scossa è stata avvertita in vari punti della città. Nella periferia meridionale parecchie persone sono scese in strada. "Stavo seduta sulla sedia - ha raccontato un'impiegata della centralissima stazione ferroviaria di Porta Nuova - quando, all'improvviso, mi sono sentita come scrollare". Una donna, nella zona del lungo Po, ha spiegato di aver sentito "vibrare violentemente le tapparelle" e di avere udito "un rumore come se qualcuno stesse cercando di entrare in casa".

Ai vigili del fuoco del capoluogo piemontese è arrivata una sola richiesta di verifica statica di edificio, da Carmagnola, cittadina a pochi chilometri dal punto in cui è stato localizzato l'epicentro. Una seconda è giunta da Lanzo (Torino), un centro che però si trova nelle montagne verso la parte nord-occidentale della provincia. Molto numerose sono state le telefonate dei cittadini ai vigili urbani. "Alla luce dei primi dati - spiegano alla centrale - abbiamo cercato di essere rassicuranti il più possibile. Noi non abbiamo invitato nessuno a uscire di casa, ma nemmeno lo abbiamo sconsigliato".

La scossa è stata sentita anche ad Asti e ad Alba (Cuneo), dove un abitante ha raccontato: "Stavo lavorando al computer seduto a uno sgabello. All'improvviso mi sono sentito spingere in avanti, verso il bancone. E' durata un paio di secondi".

Il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Enzo Boschi ha tenuto a sottolineare che il Piemonte è una delle zone a "più bassa pericolosità sismica in Italia, ma è molto probabile che alla scossa avvertita nella zone di Bra alle 14.39 seguiranno nelle prossime ore altre scosse di intensità pari o minore". Boschi ha precisato che si è trattato di un evento "mille volte più piccolo rispetto a quello verificatosi in Abruzzo lo scorso 6 aprile" e ha anche esortato ad "evitare la psicosi".

la REPUBBLICA

Per fortuna io non ho avvertito la scossa
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Vedremo ancora volare la mia l' Aquila ...- Manuela felice !


mandorli in fiore


mandorli in fiore
come lacrime di vetro
pungono la pelle
di sangue mai raffermo
su questi corpi
indifferenti al sole
dalla polvere caduta senza tempo

aspettiamo l'alba
in questa notte senza fine
per riprendere a volare
nel cielo dei ricordi
in un attimo mi ritrovo sdraiata
su domande che forse non avranno mai risposta
solo silenzio e preghiera

ciò che sento adesso è indescrivibile
dalla terra nasceranno le speranze
ora le lacrime rabbiose ricoprono le mani
domani le strade si riempiranno di sorrisi
vedremo ancora volare
la mia l'Aquila
dopo tutto questo dolore

mandorli in fiore
che annunciano la primavera
accarezzano la pelle e la sua voglia di reagire
la città respira ancora
dopo tutto la nostra dolce casa annuncia vita
oltre la polvere caduta
piano piano la luce smetterà di fare così male
e fioriranno ricordi nuovi
nel tempo infinito di questo sogno

zoè


IL SOGNO DI MANUELA SI E' FINALMENTE AVVERATO
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IL SOGNO DI MANUELA...

Rosa nell'ultimo commento mi scrive:

Stella ho parlato poco fa con Manuela, e pare che da Pescara stia arrivando ciò di cui ha bisogno.
Bello no?
Se si potesse essere sempre d'aiuto agli altri...sarebbe tutto più bello!
Ti confesso stella che, quando mio figlio mi consigliò di aprire un blog, per condividere con gli altri i miei pensieri e le mie idee, pensai prontamente che fosse un passatempo per ragazzi, poi invece mi sono dovuta ricredere. Non solo ho avuto l'occasione di conoscere tante persone simpaticissime e ricche di umanità ma, come è successo più volte ho potuto anch'io fare la mia parte.

Con tutti quelli come te,posso dire di stare meglio.
TI VOGLIO BENE STELLA!

IO (stella) non sto nella pelle per la gioia...

Grazie a Tutti e a Rosa.




Avevo cantato vittoria troppo in fretta...


AGGIORNAMENTO:

IL CAMPER C'E', UN SIGNORE DI MANTOVA PUO' DARGLIELO...MA IL SIGNORE NON HA LA MACCHINA COL GANCIO NECESSARIO AL TRASPORTO---------------> VOI CONOSCETE QUALCUNO A MANTOVA O DINTORNI IN POSSESSO DI UNA MACCHINA COSì CHE PUò PORTARE IL CAMPER???
RAGAZZI ...DOBBIAMO RIMETTERE IL POST....ECCO IL NUMERO DI MANUELA CHE RINGRAZIA TUTTI QUANTI PER L'ATTIVAZIONE E PER LE TELEFONATE DI CONFORTO
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AIUTO...

Stella...ancora un aiuto...pubblicalo per favore....buona pasqua


ABBIAMO BISOGNO ANCORA DI UN AIUTO DA TUTTI VOI.....PUBBLICATE QUESTO POST NEI VOSTRI BLOG.

C'E' UNA RAGAZZA DE L'AQUILA CHE SI CHIAMA MANUELA, RIMASTA SENZA CASA E CHE ORA DORME IN MACCHINA, CHE HA BISOGNO URGENTEMENTE DI UNA ROULOTTE O CAMPER PER LA MADRE.
LA SIGNORA HE TRE CANI E QUINDI LE E' VIETATO PORTARLI NELLA TENDOPOLI.
QUESTO COMPORTEREBBE ALLA SIGNORA L'ABBANDONO DEI PROPRI CANI DAI QUALI NON SI VUOLE ALLONTANARE ESSENDO TRA I POCHI AFFETTI CHE ANCORA POSSIEDE NON AVENDO PIU' UNA CASA.
CHIUNQUE DI VOI SIA DISPOSTO A PRESTARLE UNA ROULOTTE O UN CAMPER
O CHIUNQUE DI VOI CONOSCA QUALCUNO DISPOSTO A FARLO
CHIAMI A QUESTO NUMERO METTENDOSI IN CONTATTO CON MANUELA: 328-7069562

Scrive Matty.
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VENERDI' SANTO

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UN PC PER COMUNICARE CON IL MONDO

Un pc per comunicare con il mondo - FASE OPERATIVA

Prima di procedere con il post, prima di tutto un ringraziamento a tutti per la Vostra straordinaria disponibilità e solidarietà.
Grazie


Si è deciso per questioni di praticità ed univocità di fare tutti capo a Marina, di cui riporto qui il post:

Ho appena parlato con Anna e abbiamo deciso di fare così: qui su Roma compriamo computer portatile, chiavetta USB e abbonamento. Poi un suo amico viene a ritirarlo a casa mia e glielo porta. Io posso anticipare i soldi ma mi dovete dire ESATTAMENTE che cosa comprare o qualcuno, cui io darei i soldi, dovrebbe comprare il tutto e portarlo a casa mia.
Chi vuole partecipare potrà versare il suo contributo sul mio c/c Banca Popolare di Novara presso filiale di Roma N. 2 Piazza Dante
Codice SWIFT: NVRBIT21062
IBAN IT34C0560803202000000002727
CIN C
ABI 05608
CAB 03202
C/C 2727 INTESTATO a Marina Pierani

Link al blog di Marina
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