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Loris Milanese vince la Coppa Città di Mori


Desidero condividere la mia gioia di mamma con voi...



La Coppa Città di Mori di dama internazionale torna nelle mani di un giocatore italiano, il torinese Loris Milanese, nome nuovo nell’albo d’oro della competizione, ma non certo tra i migliori giocatori italiani dato che Milanese aveva conquistato il titolo italiano assoluto nel 2000 e quasi sempre si piazza ai primi posti nelle gare più importanti in Italia.

Una vittoria questa quanto mai prestigiosa vista la presenza di praticamente tutti i migliori giocatori italiani del momento, oltre a qualche bravo damista straniero.
Dietro di lui si classifica al secondo posto Matos Eusebio Cabral de Brito, della Guinea Bissau, terzo il senegalese Aboubacar Sadikh Diop (il primo gioca per il circolo damistico di Verona, il secondo con quello di Bergamo).

A pari punti con i due giocatori africani anche il fortissimo Michele Borghetti di Livorno, 5° Alessandro Marinelli di Torino.

http://dama.sportrentino.it


COMPLIMENTI AL VINCITORE!!!


Forse per chi non si intende di dama internazionale questa intervista potrebbe risultare utile.


Intervista a Loris Milanese

a cura di Riccardo Agosti

Novembre 2000

Ciao Loris, come ti senti dopo avere vinto un titolo che hai rincorso per anni piazzandoti sempre a ridosso dei vincitori?

Benissimo, è un sogno che si realizza e per certi versi un incubo scacciato. Sai è difficile reggere mentalmente un campionato del nostro livello. Inoltre ho vinto poche gare nazionali (3) arrivando spesso secondo o piazzato, sembrava stregato il primo posto. Ho dovuto lavorare psicologicamente per convincermi di potercela fare.

Quando hai capito che il titolo sarebbe stato tuo?

Battendo Bubbi ho capito di esserne all'altezza, ma era presto (terzo turno). Diciamo che dopo ogni vittoria mi convincevo che se non fossi crollato il titolo me lo sarei giocato all'ultimo turno.
La certezza della vittoria l'ho avuta quando ho capito di essere in grado di poter concludere indenne la partita decisiva con Raimondi, ma devo dire che la concentrazione era tale che me ne sono accorto solo a fine partita.

Qual è stata la tua preparazione per questa gara? È stata diversa dalle precedenti?

Sì, indubbiamente. Come nel 1997, anno del mio "lancio" nell'Olimpo del damismo italiano, ho seguito un programma di allenamento con Raimondi. È durato un mese con intensificazione nell'ultima settimana allorchè ci si è visti ogni giorno dedicando almeno 4 ore all'allenamento fisico e mentale. Essendo disoccupato, la mattina studiavo i libri e mi allenavo con i programmi Dam e Truus.

Si parla sempre più della dama come di uno sport, la tua preparazione è stata anche fisica, oltre che mentale?

Certo. Il programma tipo di allenamento era il seguente: 3-4 partite blitz, 20 minuti di corsa leggera con scatti finali, partita semi-impegnata di 1 ora e mezza, flessioni per chi perdeva, addominali e poi blitz di "alleggerimento".
Va detto che si dedicava anche tempo, talvolta, all'analisi e alla risoluzione di tiri e finali.

Qual è stato l'avversario che ti ha impegnato di più in questo torneo?

Voglio dare merito ad Alessandro Marinelli che al primo turno ha perso una ghiotta occasione di vittoria.
Devo dire, però, che tutti i miei avversari mi hanno impegnato notevolmente, da Raimondi (che mi ha messo in seria difficoltà) a Danese (che ha dimostrato lucidità e freddezza in fase critica).

Quest'anno hai dovuto sottoporti per la prima volta all'esame antidoping. Cosa pensi di questa novità (in verità introdotta già lo scorso anno) nel mondo della dama?

Ho mangiato alle 3 per l'antidoping!!! Dico solo che aumenta il prestigio e la serietà delle nostre competizioni e della nostra Federazione.

In futuro toccherà a te rappresentare l'Italia ai campionati mondiali assoluti. Cosa ti aspetti da questa tua prossima esperienza?

Tu che sei stato mio compagno di avventura a Chartres (ai campionati mondiali juniores del 1994, n.d.r.) sai che ho l'abitudine di vivere tali esperienze come arricchimenti personali, tecnici e culturali. Mi piace frequentare giocatori olandesi e francesi e visitare luoghi nuovi.
Spero di difendere con onore i colori che avrò il privilegio di rappresentare. Sarei enormemente lieto di ottenere una promozione, anche solo a Maestro Federale. Sai, ora dovrei essere in lista A e tra i primi 100 al mondo!

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Per quanto riguarda la dama... forse la promozione a maestro federale. Devo dire che il titolo mi riempie di una tale soddisfazione che mi sento davvero appagato. Comunque ambisco al primato italiano nell'Elo Rubele (mi mancano 280 punti) e nella classifica Volmac (forse l'ho già conquistato).

Vuoi dedicare a qualcuno questa vittoria?

Come già detto la dedico a chi ama la dama e a chi ha tifato per me. A Penne erano veramente in tanti.
Chiaramente ho una dedica particolare per chi mi vuole bene... famiglia, Elena (fidanzata di Loris Milanese, n.d.r.) e i bambini (che tifo! al ritorno hanno tappezzato la classe di biglietti, striscioni e quant'altro). Non voglio dimenticare il circolo LA FISSA, Farina, Martini e i due torinesi che hanno condiviso con me l'avventura nell'assoluto.

Vuoi esprimere qualche altra considerazione?

Divento campione per la prima volta a 25 anni, proprio come Raimondi nel 1994. Sono estremamente felice. Vorrei davvero bissare il titolo con una vittoria a squadre... Torino se lo merita, come l'Italia merita di tornare a giocare un campionato italiano a squadre.
Grazie Riccardo per l'intervista, se posso permettermi sei il degno erede di Roddi, hai tutte le qualità per rappresentare l'Italia a livello organizzativo e come cronista. L'intervista con te... è un onore.

L'onore è mio!


Le regole di dama internazionale e di dama italiana

Ripetiamo brevemente le regole della dama internazionale: si utilizza una damiera di 100 caselle con 20 pedine per giocatore, il biscacco (formato dalle due caselle scure che si trovano vicine in due dei quattro angoli della damiera) si trova a destra. La pedina può prendere sia avanti che indietro, sia pedine che dame, ma muove solo in avanti, di una casella per volta. La dama muove di una o più caselle (come l'alfiere negli scacchi, ma solo sulle caselle scure) e prende i pezzi saltando una o più caselle.


Ricordiamo, invece, quali sono le regole della dama italiana: classica damiera da 64 caselle con 12 pedine per parte e biscacco a sinistra. La pedina prende solo in avanti e muove di una sola casella per volta, solo in avanti. La dama muove di una casella per volta in ogni direzione e non può essere catturata dalla pedina.

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SEI CAROTA UOVO O CAFFE'?


Affrontare le avversità

Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili.
Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta.
Era stanca di lottare. Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.

Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.

Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò alcune carote,

in un'altra collocò delle uova

e nell'ultima collocò dei grani di caffè.


Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre...
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco. Tirò fuori le carote e le collocò in un piatto. Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto. Finalmente, colò il caffè e lo mise in una scodella.
Guardando sua figlia le disse: "Cara figlia mia, carote, uova o caffè? "

La fece avvicinare e le chiese di toccare le carote, ella lo fece e notò che erano soffici; dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.

Dopo le chiese di provare a bere il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.

Umilmente la figlia domandò: "Cosa significa questo, padre?"

Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.

La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo essere stata nell'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.

L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.

Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua.

"Quale sei tu figlia? " le disse.

"Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi?

Sei una carota che sembra forte, ma quando i problemi ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?

Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, un ostacolo durante il tragitto, diventa duro e rigido?

Esternamente ti vedi uguale, ma dentro sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?

O sei come un grano di caffè?

Il caffè cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore. Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo migliore sapore. Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che, davanti all'avversità, illumini la tua strada e quella della gente che ti circonda".

Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e la tua positività il "dolce aroma del caffè".
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COME LE DEFINIRESTI?

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