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VERGOGNA


Rimandare in Libia i profughi è come mandarli alla tortura e alla morte assicurata.

Dov'è finita la solidarietà umana?

Gesù non predicava l'amore verso i fratelli, soprattutto verso i bambini e i più deboli?

Le parole che seguono hanno colpito molto l'opinione pubblica...
Sono state scritte da uno degli esecutori del "respingimento":

"È l'ordine più infame che abbia mai eseguito.
Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati.
"Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia ci urlavano: "
Fratelli aiutateci".
Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l'abbiamo fatto.
Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto
me ne vergogno".


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MESSAGGIO D'AMORE


HO SEMPRE ODIATO MIA MADRE

Ho sempre odiato mia madre. Lei era perfida, egoista, tutto sembrava che ruotasse intorno a lei, il mondo era ai suoi piedi e io non ero altro che la prima fra tutte le sue serve. Aveva 35 anni, prima che facesse l’errore più grande della sua vita lavorava come commessa in un negozio d’abbigliamento, a Milano. È rimasta incinta di me quando frequentava l’ultimo anno delle superiori, ma non sa chi sia mio padre. Era una vera ninfomane. Grazie a me non ha potuto frequentare l’università ed è una cosa che mi rinfaccia ogni singolo giorno e in ogni momento. Mi dispiace doverlo ammettere, ma era ancora una bellissima donna: occhi trasparenti, capelli di seta e labbra rosate...peccato che il suo egoismo non mi abbia regalato neanche un briciolo di bellezza.

Quel giorno a scuola era andata davvero male, un 3 di latino, un 5 di matematica, Fabio che mi dice che ha rivisto la sua ex, che è molto cambiata, che forse prova ancora qualcosa...ero a pezzi, volevo solo piangere ed urlare, ma a quanto pare a mia madre non importava affatto, anzi, non si era proprio accorta di nulla.

“Silvietta, amore – odiavo quando mi chiamava in quel modo – com’è andata oggi? Spero bene... ma sì, certo che è andata bene! Oggi è una giornata speciale, eh! Ti ricordi Giorgio, quel ragazzo che ho conosciuto al ristorante? Beh, oggi ci siamo visti, abbiamo parlato...sì, hai ragione, a prima vista sembra un ragazzino, ma che discorsi! Dopo tutto è un avvocato, deve saper parlare bene! Comunque che dicevo? Ah sì, sai, abbiamo deciso...di trasferirci! Dove? A Roma! Giorgio ha lì i genitori, anche loro sono avvocati, vuole lavorare nel loro stesso studio...che ne dici? Non è una “figata”???”

Volevo morire. Ero rimasta traumatizzata. Avrei perso tutto quello che amavo e mi sarebbe rimasto quello che odiavo “Ma tu sei fuori di testa, quel tizio lo conosci appena e ci vuoi andare a vivere assieme, per giunta a Roma??? Cazzo mamma, ma sei ubriaca già a quest’ora?? Dove lo tieni nascosto il cervello!!!”

“Brutta ingrata, non mi parlare così...per te ho rinunciato a tutto...potevo laurearmi e vivere come una dea, comprarmi pellicce e gioielli..invece sono vestita di stracci...Non sai quanto invidio le donne che vengono a compare al mio negozio...ma tanto a te cosa cambia? Milano, Roma, sono uguali!!!”

Non ho detto nulla, ho preso e me ne sono uscita. Cazzo me ne fregava di rimanere con lei, di rovinarmi la vita ulteriormente. Non sono mai più tornata a casa. Vivo alla stazione, di elemosina e piccoli furti. Mi drogo e bevo, tanto qui tutti fanno così. Non sono ancora morta fisicamente, ma la mia anima è spirata tanto tempo fa. Quando me ne sono andata di casa avevo 17 anni, ora ne ho 21.

Se in giro vedete una bella donna bionda, dall’aria preoccupata, sulla quarantina, pensate subito a lei, e ditele che sono qui. Non so perché vi ho raccontato questa storia, ma la cosa che dovete ricordare è di amare vostra madre. Sempre.

Francesca
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VITTIME SENZA NOMI

PER I BAMBINI




L' Inferno a Viareggio

Le terribili ustioni hanno reso irriconoscibili molte vittime. I riconoscimenti sono complicati.

Alcune persone risultano ancora disperse. Il bilancio provvisorio dei deceduti è salito a 16.

In giro si vedono volti tirati, occhi ormai privi di lacrime. Per parenti e amici delle vittime di Viareggio è stata un'altra giornata di dolore, attesa, sconforto. Perchè c'è chi piange i propri morti e teme per le condizioni dei propri cari, alcuni ustionati in maniera gravissima. Ma c'è anche il doloroso limbo in cui vive chi non ha più notizie di un amico o del marito i cui nomi non compaiono in alcun elenco. Morti e feriti ancora senza nome, irriconoscibili, devastati dalle fiamme, sono ancora molti. Per parenti, anche venuti da lontano, amici, vicini di casa, è proseguito così il triste pellegrinaggio nei reparti ospedalieri, davanti all'obitorio dell'ospedale della Versilia, dove oggi sono state trasferite le salme che ieri erano state spostate a Lucca e a Pisa. In alcuni casi l'identificazione dei cadaveri è avvenuta grazie a un oggetto sopravvissuto al furore del fuoco.

Non si può morire in questo modo atroce, urliamolo in coro...

VEGLIA DI PREGHIERA

(ASCA) - Viareggio, 1 lug - Veglia di preghiera, questa sera a Viareggio per le vittime e i feriti del disastro ferroviario.

La veglia, che si terra' dalle 21 a San Paolino, sara' presieduta dall'arcivescovo di Lucca monsignor Italo Castellani.

L'arcivescovo ricordera', spiega una nota, ''il mistero del dolore e della morte, la compagnia che Gesu' Cristo ha scelto di fare a tutti gli uomini con il suo mistero di morte e resurrezione, nonche' la solidarieta' che nasce dal sentirsi tutti quanti partecipi con chi soffre a causa di questa tragedia''.

A Viareggio, tra l'altro, il sindaco Luca Lunardini ha proclamato ieri tre giorni di lutto cittadino, cioe' fino a domani.

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