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Sei anni di blog

31 MAR 2014
Sono trascorsi già sei anni in vostra compagnia, un lungo lasso di tempo  che è volato in modo sorprendente. Ringrazio tutti voi: - per la presenza - per i sorrisi - per i gesti delicati e gentili - per la comprensione -  per la condivisione - per l'affetto che mi avete dimostrato e perchè -  di anno in anno mi avete incoraggiata a continuare l'avventura da blogger. L'entusiasmo ancora c'è, ma un po' di tristezza mi pervade per la chiusura recente dei blog di amici speciali. Comprendo perfettamente le motivazioni e le rispetto. Io sono ancora attiva in rete, perchè ho tempo libero, sono in pensione dopo quaranta anni di lavoro e vivo come se fossi sola , pertanto mi fa piacere comunicare e condividere pensieri ed emozioni con voi, mai ritenuti virtuali. Ciò che ho imparato in questi anni è racchiuso in breve in questa cartolina: Pura verità ! Grazie ancora per la vostra amicizia molto gradita. Citazione di  Richard Bach :  La vera amicizia non è schiava del tempo e dello spazio,  la distanza materiale non può separarci davvero dagli amici! 
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Non mi fa ridere

27 MAR 2014
Avviso Sabato notte torna l'ora legale: lancette avanti di un'ora
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Si può fare il bagno con lo stomaco pieno

23 MAR 2014
L'articolo  qui  pubblicato mi ha un po' sconvolta: Si può fare il bagno a stomaco pieno! Al mare mio figlio andava in acqua dopo due ore dalla colazione e dopo tre dal pranzo, e questo era stato suggerito dal pediatra... Ora sembra che sia un tabù da sfatare. Ma io so che di congestione si muore o no?  Comunque io non mi fido di questa nuova teoria e penso che sia pericoloso bagnarsi durante la digestione. E  voi? 
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E' primavera !

20 MAR 2014
 Oggi, giovedì 20 marzo, è l’equinozio di primavera.  L’equinozio è quella giornata in cui la durata della notte  è uguale a quella del giorno. Google festeggia il primo giorno di primavera con questo  doodle animato Buona primavera a tutti !
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La bambina e il suo papà

17 MAR 2014
IL GIORNO DEL PADRE Indossava il vestito più bello, di un luminoso color  arancione, aveva i capelli raccolti con un nastro rosso e oro ed era pronta a uscire per  andare a scuola.  Era il «Giorno del padre» e tutti i bambini sarebbero dovuto arrivare a scuola accompagnati dal loro papà  Lei sarebbe stata l'unica con la mamma. La mamma le aveva suggerito di non andare, perché i suoi compagni non avrebbero capito.  Ma la bambina voleva parlare a tutti del suo  papà, anche se era un po' diverso dagli altri. A scuola c'era una folla di papà che si salutavano un po' imbarazzati  e bambini impazienti che li tenevano per mano.  La maestra li chiamava uno dopo l'altro e ciascuno presentava a tutti il suo papà. Alla fine la maestra chiamò la bambina con il vestito  arancione e tutti la guardarono, cercando l'uomo che non era là. «Dov'è il suo papà?» chiese un bambino. «Per me non ce l'ha» esclamò un altro. Dal fondo una voce brontolò:  «Sarà un altro padre troppo occupato che non ha tempo per venire». La bambina sorrise e salutò tutti.  Diede un'occhiata  tranquilla alla gente, mentre la maestra la invitava a sbrigarsi. Con le mani composte e la voce alta e chiara, cominciò a parlare:  «Il mio papà non è qui, perché vive molto lontano. Io, però, so che desidererebbe tanto essere qui con me e voglio che sappiate tutto sul mio papà e quanto mi vuole bene.  Gli piaceva raccontarmi le storie,  mi insegnò ad andare in bicicletta . Mi regalava una rosa rossa alle mie feste  e mi insegnò a far volare gli aquiloni.  Mangiavamo insieme gelati enormi  e, anche se non lo vedete, io non sono sola, perché il mio papà sta sempre con me, anche se viviamo lontani.  Lo so perché me l'ha promesso lui, che sarebbe stato sempre nel mio cuore». Dicendo questo, alzò una mano e la posò sul cuore. La sua mamma, in mezzo alla schiera dei papà, la guardava con orgoglio, piangendo. Abbassò la mano e terminò con una frase piena di dolcezza:  «Amo molto il mio papà.  E’il mio sole e se avesse potuto sarebbe qui, ma il cielo è lontano.  Qualche volta, però, se chiudo gli occhi, è come se non se ne fosse mai andato». Chiuse gli occhi e la madre sorpresa vide che tutti, padri e bambini, chiusero gli occhi.  Che cosa vedevano? Probabilmente il papà vicino  alla bambina. «So che sei con me, papà»  disse la bambina rompendo il silenzio. Quello che accadde dopo lasciò tutti emozionati. Nessuno riuscì a spiegarlo, perché tutti avevano gli occhi chiusi:  sul tavolo ora c'era una magnifica e profumata rosa rossa. E una bambina aveva ricevuto la benedizione dell'amore del suo papà e il dono di credere che il cielo non è poi così lontano     
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L' esperienza

12 MAR 2014
   L'esperienza è il nome che diamo ai nostri errori.Oscar Wilde  A essere giovani s'impara da vecchi.  Proverbio popolare Vi è mai capitato di dire o di pensare :  tornerei indietro, ma con l'esperienza di oggi.
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Indovinello

9 MAR 2014
Per il mio compleanno ho ricevuto anche  questi bellissimi regali: Sapreste dire chi me li ha spediti?
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8 marzo 2014

7 MAR 2014
Un ramo di mimosa per ... Un ramo per l'amor d'un cuor di donna ferito da brutale forza delle stesse mani alle quali aveva affidato i sogni colorati del suo domani. Un ramo per un mozzicone di donna gemente sul letto in sguardo, da soprusi, spento priva di pensieri plagiata da un logorio lento. Un ramo alla donna violata in ufficio, per strada in qualsiasi luogo ove incontra la parte bestiale dell'essere umano che su di lei sfoga la sua forza brutale. Un ramo a tutte le donne che nel mondo per tradizione, leggi o religione vivono forme di umiliazione sottomesse all'uomo solo per esser donne e come tali di inferiore condizione Un ramo alle donne che quell'otto Marzo la vita hanno immolato sull'altare del “nostro” diritto ad esistere con leale rispetto. Un ultimo ramo, per correttezza, a tutti quegli uomini, e sono tanti, che tengono per mano la loro compagna inerpicano sulla stessa via sostenendosi a vicenda in rispettosa armonia Maria Antonietta Sechi
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Triste realtà

6 MAR 2014
La vecchia zia Ada di Gianni Rodari La vecchia zia Ada, quando fu molto vecchia, andò ad abitare al ricovero dei vecchi, in una stanzina con tre letti, dove già stavano due vecchine, vecchie quanto lei. La vecchia zia Ada si scelse subito una poltroncina accanto alla finestra e sbriciolò un biscotto secco sul davanzale. - Brava, così verranno le formiche, - dissero le altre due vecchine, stizzite. Invece dal giardino del ricovero venne un uccellino, beccò di gusto il biscotto e volò via. - Ecco, - borbottarono le vecchine, - che cosa ci avete guadagnato? Ha beccato ed è volato via. Proprio come i nostri figli che se ne sono andati per il mondo, chissà dove, e di noi che li abbiamo allevati non si ricordano più. La vecchia zia Ada non disse nulla, ma tutte le mattine sbriciolava un biscotto sul davanzale e l'uccellino veniva a beccarlo, sempre alla stessa ora, puntuale come un pensionante, e se non era pronto bisognava vedere come si innervosiva. Dopo qualche tempo l'uccellino portò anche i suoi piccoli, perché aveva fatto il nido e gliene erano nati quattro, e anche loro beccarono di gusto il biscotto della vecchia zia Ada, e venivano tutte le mattine, e se non lo trovavano facevano un gran chiasso. - Ci sono i vostri uccellini, - dicevano allora le vecchine alla vecchia zia Ada, con un po' d'invidia.  E lei correva, per modo di dire, a passettini passettini, fino al suo cassettone, scovava un biscotto secco tra il cartoccio del caffè e quello delle caramelle all'anice e intanto diceva: - Pazienza, pazienza, sono qui che arrivo. - Eh, - mormoravano le altre vecchine, - se bastasse mettere un biscotto sul davanzale per far tornare i nostri figli. E i vostri, zia Ada, dove sono i vostri? La vecchia zia Ada non lo sapeva più: forse in Austria, forse in Australia; ma non si lasciava confondere, spezzava il biscotto agli uccellini e diceva loro: - Mangiate, su, mangiate, altrimenti non avrete abbastanza forza per volare. E quando avevano finito di beccare il biscotto: - Su, andate, andate. Cosa aspettate ancora? Le ali sono fatte per volare. Le vecchine crollavano il capo e pensavano che la vecchia zia Ada fosse un po' matta, perché vecchia e povera com'era aveva ancora qualcosa da regalare e non pretendeva nemmeno che le dicessero grazie. Poi la vecchia zia Ada morì, e i suoi figli lo seppero solo dopo un bel po' di tempo, e non valeva più la pena di mettersi in viaggio per il funerale. Ma gli uccellini tornarono per tutto l'inverno sul davanzale della finestra e protestavano perché la vecchia zia Ada non aveva preparato il biscotto.
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Una super-coccola

4 MAR 2014
Collana ad embroidery con agata bianca e cristallo di rocca creata da Lu. Vi piace questo splendido gioiello? E' semplicemente fantastico ! E' mio, mio mio... L'avevo vinto al  gioco dei compleanni di Lu, ma non lo sapevo,perchè mi era sfuggito il suo post, non stavo bene. Ieri lei gentilmente mi ha avvertita. Grazie amica per la tua gentilezza, bravura e generosità ! 
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Marzo

1 MAR 2014
Carissimi, mi sono ripresa bene dal disagio dei giorni scorsi. Voi, con i vostri commenti affettuosi, avete allietato il mio compleanno. E' stata una giornata serena all'insegna delle coccole...  Vi stringo a me con uno speciale e sentito abbraccio e vi dico dal profondo del cuore:    Benvenuto, marzo !  Auguro a voi e a me tanta  salute, perchè "quanno c'e` 'a salute c'e` tutto... basta 'a salute e un par de scarpe nove poi gira` tutto er monno..."
Il bene in noidiGiannaDesign byIole