10/12/10

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UNA BELLA STORIA

ELIOGABALO E MATUSALEMME


Il piccolo e zoppo Matusalemme ed Eliogabalo (detto Gabalo) erano due ragazzi poveri della città. Avevano sempre vissuto, dalla nascita, nel collegio dei ragazzi poveri.
«Sai che domani è Natale?» chiese Gabalo, un giorno che tutti e due stavano spalando la neve dall'ingresso dell'istituto.
«Ah, davvero?» rispose Matusalemme. «Spero proprio che la signora Pynchurn non se ne accorga. Diventa particolarmente antipatica nei giorni di festa!»

L'antipatica signora Pynchum era la direttrice dell'istituto dei poveri, ed era temuta da tutti. Matusalemme proseguì: «Gabalo, tu credi che Babbo Natale ci sia davvero?».
«Certo che c'è».


«E allora perché non viene mai qui alla casa dei poveri?».
«Beh», rispose Gabalo, «noi stiamo in una strada tutte curve, lo sai no? Forse Babbo Natale non riesce a trovarla».
Gabalo cercava sempre di mostrare a Matusalemme il lato bello delle cose, anche quando non c'era!

Proprio in quel momento un'automobile investì un povero cane che cadde riverso sulla neve.


Gabalo corse subito in suo aiuto e vide che aveva una zampa rotta. Fece una stecca e fasciò strettamente la zampa del cane. Gabalo lesse sul collare che il cane apparteneva al dottor Carruthers, un medico famoso nella città. Lo prese in braccio e si avviò verso la casa dei dottore.

«Io sono tutto quello che lui possiede»

Il dottore aveva una gran barba bianca lo accolse con un sorriso e gli chiese chi aveva immobilizzato e steccato così bene la zampa dei cane.
«Perbacco, io, signore», rispose Gabalo e gli raccontò di tutti gli altri animali ammalati che aveva guarito.
«Sei un ragazzo davvero in gamba!» gli disse alla fine il dottor Carruthers guardandolo negli occhi. «Ti piacerebbe venire a vivere da me e studiare per diventare dottore?».
Gabalo rimase senza parole. Andare lontano dalla signora Pynchum e non essere più uno «della Casa dei Poveri», diventare un dottore! «Oh, oh s-s-sì, signore! Oh ... ».

Improvvisamente la gioia svanì dai suoi occhi. Se Gabalo se ne andava, chi si sarebbe preso cura del piccolo e zoppo Matusalemme?
«lo... io vi ringrazio, signore» disse. «Ma non posso venire, signore! E prima che il dottore scorgesse le sue lacrime corse fuori dalla casa».

Quella sera, il dottor Carruthers si presentò all'istituto con le braccia cariche di pacchetti. Quando Matusalemme lo vide cominciò a gridare: «è arrivato Babbo Natale!».
Il dottore scoppiò a ridere e, mentre consegnava al ragazzo un pacchetto dai vivaci colori, notò che zoppicava e gli fece alcune domande. Dopo un attimo, il dottor Carruthers disse: «Conosco un ospedale in città dove potrebbero guarirti. Hai parenti o amici?».
«Oh, sì», rispose subito Matusalemme, «ho Gabalo!».
Il dottore lanciò uno sguardo penetrante a Gabalo. «È per lui che non hai voluto venire a stare da me, figliuolo.»
«Beh, io... io sono tutto quello che lui possiede», rispose Gabalo.
Il dottore, profondamente commosso, disse: «E se prendessi anche Matusalemme con noi?».
Questa volta a Gabalo non importò che tutti vedessero le sue lacrime, e Matusalemme si mise a battere le mani dalla gioia. Naturalmente non sapeva che sarebbe guarito e che un giorno Gabalo sarebbe diventato un chirurgo famoso. Tutto quello che sapeva era che Babbo Natale aveva trovato la strada per la casa dei poveri e che lo portava via con Gabalo.

31 commenti:

  1. Davvero un racconto molto commovente e carico di bontà, che ci vuole proprio considerato i tempi in cui viviamo. Brava Stella.

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  2. Grande bontà e solidarietà umana.Mamma quanta ce ne serve!!!!!

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  3. Ma lo sai, cara Stella, che questo racconto l'ho letto l'anno scorso ai miei bambini del catechismo?
    E, anche se erano di terza elementare, hanno fatto delle magnifiche riflessioni!!!

    Baciii
    Anna

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  4. Ambra, mettendo in evidenza i veri valori, chissà che non possiamo contagiare...

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  5. Sei grande Anna, complimenti!

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  6. Storia meravigliosa!
    Un abbraccio
    erika

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  7. Racconti straordinari che fanno ancora più bello l'attesa di Natale, cara Stella tu sai fer sorridere sempre...
    Un abbraccio forte, Tomaso

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  8. Cara stella mi dici come hai fatto a metterti il cappello in foto?
    E' troppo fico !!!!

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  9. Ci vogliono queste storie, è difficile ma da qualche parte esisteranno ancora i filantropi no?

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  10. Mara, contribuiamo anche noi con amore,doniamo agli altri la nostra presenza e la nostra testimonianza di fede.

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  11. Tomaso, grazie della tua presenza costante!

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  12. Marianna, me l'ha messo la mia figlioletta adottiva Shiri, io non sono così brava.
    Puoi chiedere a lei.
    La trovi nei commenti dei miei post precedenti.

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  13. fantastico racconto.
    Ricco di riflessioni.
    Grazie Stella.
    Un salutone

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  14. Mi fa l'effeto di una bella cioccolata calda. Grazie Stella.

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  15. commovente, e fa pensare......grazie ti abbraccio

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  16. Bello notare il modo in cui un racconto possa contenere tante riflessioni..qui c'è tutto...emozione,amicizia,speranza e lieto fine,tutti elementi utili per inviare un unico messaggio...ama,ama sempre,anche quando ti senti perduto,perchè prima o poi arriverà il tuo riscatto,il dono del tuo amore.Bellissimo.Mamma Gianna,sei splendida.Buon pomeriggio stellina,un grande baciotto.^^

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  17. Ciao Stella!
    Questo racconto mi è piaciuto molto e mi anche commosso!
    E'piena di amore e fiducia nella vita che a volte ci dimentichiamo di possedere...con tutte le brutture che si sentono mi capita spesso di aver paura della vita...poi guardo i miei bimbi e la serenità che hanno negli occhi mi contagiano e allora anche io torno a vedere il mondo con il cuore più leggero!
    Bacio.
    Nunzia

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  18. Ciao cara Stella,quello che ho letto è molto bello.
    Buona serata.
    Un bacino.

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  19. Stellina, sei forte col cappellino di Babbo Natale, e ci sai far diventare piu' buoni coi tuoi didattici racconti.
    Ti abbraccio.
    gaetano

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  20. Sandra, la cioccolata è un antidepressivo...

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  21. Andreina, un abbraccio caldo a te!

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  22. Shirina hai captato tutti i messaggi...sono orgogliosa di te...
    Coccolissime!!!

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  23. Guarda sempre i tuoi bimbi, Nunzia.
    Baci

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  24. un racconto davvero commovente e con più insegnamenti. lo utilizzerò, grazie! un bacio!

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  25. Lo sapevooooooooooooooo!
    Che bello!

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