14/12/09

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CORAGGIO



Quando la nonnina andò in tribunale


Gli avvocati non avrebbero mai dovuto rivolgere una domanda ad una nonnina del Mississippi, se poi non erano preparati alla sua risposta

Durante un processo, un pubblico ministero di un paesino del sud degli Stati Uniti chiamò il suo primo teste, una anziana nonnina, alla sbarra. La salutò e le chiese: “Signora Jones, mi conosce?”.

Lei replicò: “Certo che la conosco, signor Williams. La conosco da quando era ragazzo, e sinceramente non mi è mai piaciuto. Lei mente, tradisce sua moglie, manipola le persone e parla alle loro spalle. Lei pensa di essere un grand’uomo, ma non ha neanche abbastanza materia grigia per capire che non sarà mai niente di più che uno squallido burocrate. Si, la conosco”.

L’avvocato sbiancò. Non sapendo cosa dire, indicò l’altro lato dell’aula, e disse: “Signora Jones, conosce l’avvocato della difesa?”.

Lei rispose: “Certamente. Conosco anche il signor Bradley da quando era un ragazzo. E’ un pelandrone, bigotto, e ha problemi di alcolismo. Non è in grado di mantenere un normale rapporto con nessuno, e il suo esercizio dell’avvocatura si può dire che sia il peggiore di tutto lo stato.
Per non dire che ha tradito sua moglie con tre donne. Una di queste era sua moglie. Si, lo conosco”.

All’avvocato della difesa per poco non venne un colpo.

Il giudice, a quel punto, chiese al pubblico ministero e all’avvocato di avvicinarsi al banco e, a voce bassissima, disse: “Se uno di voi due idioti osa chiederle se mi conosce, vi mando entrambi alla sedia elettrica!”.

44 commenti:

  1. Bellissima! sono senza parole
    ho letto con molto interesse
    e...
    "chi non ha peccato scagli la prima pietra"
    Ti auguro una buona settimana. bacio

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  2. buon inizio settimana ^___________^

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  3. Si, direi molto curiosa...!!!
    Un bacio a te Stella..!!

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  4. Ciao
    wow che meraviglia, sembra quasi non vera...
    Evviva la sincerità.
    byby Cinzia

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  5. Della serie... prima di accusare il prossimo, guarda te stesso?
    Un abbraccio

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  6. nonna diabolica!
    assomiglia alla mia o viceversa
    ciao
    Michele pianetatempolibero

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  7. Bellissima questa storia! E si, vale prorpio il detto : chi è senza peccato scagli la prima pietra!

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  8. Cara Rosy, c'è un altro detto che recita:
    Il paese è piccolo e la gente mormora...si sa tutto di tutti!

    Buona settimana a te con un bacione.

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  9. Zefirina, le nonne sono pozzi di scienza.

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  10. Pupottina, pure a te!
    Un bacione.

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  11. Davide, ti riferisci alla nonna?!?!
    E' possibile...

    Una bacione grande.

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  12. Cinzia, ci sono molte probabilità che sia vera...!
    Ciao.

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  13. Maurizio, se gli avvocati sono così è perchè tocca loro difendere anche il presunto colpevole...e non sempre sono esenti da colpe.

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  14. Caro Michele, nonna coraggiosa più che diabolica, amante della giustizia come me.

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  15. Angelo, la perfezione non è di questo mondo.

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  16. È 'a fine r''o munn Stè!
    Gaetano

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  17. Gaetà va buon...

    Conosci una poesia natalizia napoletana da pubblicare sul mio blog di poesie?

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  18. Bellissima, cara Stellina! che nonnina!! ce ne vorrebbe tante così..Un bacio

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  19. Stella, non riesco a commentare wsui video, sono divertentissimi.....
    e cosa vogliamo dire di Babbo Natale?????
    Baci baci

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  20. Mary, come mai?
    Paola l'ha appena fatto.
    Prova ora.

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  21. CIao Stella volevo dirti che sei ufficialmente un operaia e che ci sono messaggi di benvenuto nella mini chat del sito. A presto

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  22. E che nonnina... capace di metterseli tutti in tasca.
    Bravissima, bel carattere ... attaccare per difendersi.
    Strategia vincente!
    Quando non si mente ... però:DDDD
    Un bacio!

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  23. Tante! Ce n'è una che l'ho qui, nel cuore. È di Salvatore Di Giacomo, questa (in versione originale, tradotta da P.P. Pasolini e in inglese):

    PIANEFFORTE ‘E NOTTE

    Nu pianefforte ‘e notte’ ll’una: dorme ‘o vico
    Ncopp’a sta nonna nonna
    ‘e nu mutivo antico
    ‘e tanto tempo fa.

    Dio, quanta stelle cielo!
    Che luna! E c’aria doce!
    Quanto na bella voce
    Vurria sentì cantà!

    Ma solitario e lento
    More ‘o mutivo antico;
    se fa cchiù cupo o vico
    dint’a all’oscurità.

    Ll’anema mia surtanto
    rummane a sta funesta.
    Aspetta ancora. E resta,
    ncantannose, a penzà.

    Pianoforte di notte

    Un pianoforte di notte / suona in lontananza, /
    e la musica si sente / per l'aria sospirare. /

    È l'una: dorme il vicolo / su questa ninna nanna /
    di un motivo antico / di tanto tempo fa. /

    Dio, quante stelle in cielo! / Che luna! e che aria dolce! /
    Quanto una bella voce / vorrei sentire cantare! /

    Ma solitario e lento / muore il motivo antico; /
    si fa più cupo il vicolo / dentro all'oscurità. /

    L'anima mia soltanto / rimane a questa finestra. /
    Aspetta ancora, e resta, / incantandosi, a pensare.

    (Traduzione di P. P. Pasolini)


    A Piano in the Night

    A piano in the night
    plays softly, off somewhere;
    a sigh comes through the air,
    borne upon the melody.

    It's one o'clock: the lane
    sleeps to the lullaby
    of a long_ago refrain
    of a time that used to be.

    God, so many stars above!
    Such a moon! And such sweet air!
    How I wish that I could hear
    someone singing tenderly.

    But solitary, slow,
    dies the long_ago refrain;
    darkness deepens as the lane
    fades into obscurity.

    My soul remains alone,
    here at the window, caught,
    still awaiting, sunk in thought
    and enchanted reverie.

    (Translated by Michael Palma)

    È bellissima da far sospirare, convieni?
    Abbracci, Gaetano

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  24. Stella scusami, ce stato un po' di confusione nel copia e incolla delle prime due strofe.
    Questa è la poesia corretta:

    PIANEFFORTE ‘E NOTTE

    di Salvatore di Giacomo


    Nu pianefforte ‘e notte
    Sona lontanamente
    E ‘a musica se sente
    Pe ll’aria suspirà.

    E’ ll’una: dorme ‘o vico
    Ncopp’a sta nonna nonna
    ‘e nu mutivo antico
    ‘e tanto tempo fa.

    Dio, quanta stelle cielo!
    Che luna! E c’aria doce!
    Quanto na bella voce
    Vurria sentì cantà!

    Ma solitario e lento
    More ‘o mutivo antico;
    se fa cchiù cupo o vico
    dint’a all’oscurità.

    Ll’anema mia surtanto
    rummane a sta funesta.
    Aspetta ancora. E resta,
    ncantannose, a penzà.

    Ciao,
    Gaetano

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  25. Grazie Gaetà, la posterò per Natale!
    Ti abbraccio.

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  26. Nella grazie, sei gentilissima!

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  27. Ma è vera?? Sembra una barzelletta! Molto divertente! :) È un piacere essere capitata sul tuo blog, Stella!

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  28. Cara Stella in giro fra i blog ho trovato il tuo molto affettuoso, e per questo ti lascio il mio commento ed una poesia che forse ti piacera'.
    La nonnina ha detto la verita' o meglio quello riteneva giusto ed ha fatto bene!
    poi ti lascio una poesia di un Cilentano semplice

    Le stelle di Natale

    Tornando da San Marco alla marina,
    a piedi nella notte di Natale,
    dalla costiera ho visto due Lampare
    sembravano due occhi in mezzo al mare...

    Rapito dal silenzio e dalle stelle,
    son rimasto fermo a contemplare,
    quegli occhi che brillavano sul mare,
    pareva che volessero parlare...

    Accanto a me un pino secolare,
    ergeva al cielo la sua muta chioma
    e qualche luce lungo il litorale,
    brillava fioca, sulla strada nera.

    Sentivo d'esser parte delle ombre,
    che intorno mi balzavan le pinete,
    eppur sentivo, pietra tra le pietre,
    un cantico d'amor venir sull'onde

    E mentre stavo fermo ad ascoltare
    quel canto al Divin Salvatore,
    m'e' parso di sentir dalle Lampare,
    "Coraggio figlio mio, e' Natale"!


    Michele Fortunato

    Un sincero augurio di un sereno Natale ed un felice inizio di nuovo anno, da gaetano amico di Anna righeblu

    RispondiElimina
  29. Cara Stella in giro fra i blog ho trovato il tuo molto affettuoso, e per questo ti lascio il mio commento ed una poesia che forse ti piacera'.
    La nonnina ha detto la verita' o meglio quello riteneva giusto ed ha fatto bene!
    poi ti lascio una poesia di un Cilentano semplice

    Le stelle di Natale

    Tornando da San Marco alla marina,
    a piedi nella notte di Natale,
    dalla costiera ho visto due Lampare
    sembravano due occhi in mezzo al mare...

    Rapito dal silenzio e dalle stelle,
    son rimasto fermo a contemplare,
    quegli occhi che brillavano sul mare,
    pareva che volessero parlare...

    Accanto a me un pino secolare,
    ergeva al cielo la sua muta chioma
    e qualche luce lungo il litorale,
    brillava fioca, sulla strada nera.

    Sentivo d'esser parte delle ombre,
    che intorno mi balzavan le pinete,
    eppur sentivo, pietra tra le pietre,
    un cantico d'amor venir sull'onde

    E mentre stavo fermo ad ascoltare
    quel canto al Divin Salvatore,
    m'e' parso di sentir dalle Lampare,
    "Coraggio figlio mio, e' Natale"!


    Michele Fortunato

    Un sincero augurio di un sereno Natale ed un felice inizio di nuovo anno, da gaetano amico di Anna righeblu

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  30. Grazie Laura, benvenuta!
    E' vera.
    Buona serata e a presto.

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  31. Amico di Annarigheblu, sei un altro Gaetano o sempre il mio amico?

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  32. ciao stella,grazie di essere passata da me
    Se la diagnosi sarà confermata non ci sono cure,almeno per il momento.Comunque sia nessuno è eterno.
    Grazie ,del pensiero,sei sempre cara
    Lucia

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  33. Lu coraggio hai da parte tua la giovinezza...e tanto affetto che ti circonda.
    Un abbraccio infinito.

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  34. Davvero divertente e spiritosa questa storiella. Chissà se è successa veramente...

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  35. Martin sembra proprio di sì!

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  36. nonna coraggiosa, davvero...!

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Grazie del tuo gradito commento.


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